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Editoriale di Lapo De Carlo, Gabigol deve giocare

In evidenza Editoriale di Lapo De Carlo, Gabigol deve giocare

Editoriale di Lapo De Carlo, Gabigol deve giocare

Nel calcio il risultato è quello che conta. Troppo se poi non aiuta a riconoscere i propri errori o valutazioni eque. L’Inter episodica di Bologna ha giocato con un ritmo basso e lo stesso approccio di occasioni meno fortunate, con giocatori che brillano di un talento indiscutibile ma un carattere incapace di rendere la squadra affamata. Fino a dieci minuti dal termine non era certo stato profuso uno sforzo immane per ottenere una vittoria ampiamente alla portata, contro un avversario in palese difficoltà mentale dopo le ultime sconfitte maturate in modo umiliante, rocambolesco e, come nel caso dell’ultima partita a Genova, ingiusto. Mancava Destro e la coppia titolare dei centrali, ma il Bologna ha giocato una gara onesta contro una squadra nettamente più forte che non ha quasi mai alzato il ritmo.

L’Inter ha vinto con un gol di Gabriel Barbosa che, subentrato a poco più di un quarto d’ora dal termine, ha giocato con la consueta volontà e senza mai perdere un pallone. Non mi azzardo a giudicare in senso assoluto il giovane brasiliano, incasellandolo come si divertono a fare molti colleghi e tifosi. Non so davvero quanto valga e quanto possa essere determinante in un contesto di squadra. Non lo so perché da quando è arrivato a Milano il giocatore è stato gestito come peggio non si poteva, fin dal prezzo con cui è stato pagato, alla presentazione luccicante per poi essere depositato tra i bagagli dispersi della Pinetina. Dopo De Boer e Vecchi, Pioli ha preso in consegna il pacco sospetto e lo ha scartato un pezzo alla volta, con un metodo che sfrutta una pazienza orientale. Ora lo sta proponendo con minutaggi risicati, tesi più a valutarne il peso ma forse sufficienti a tenerlo in tensione.

L’assenza di Icardi ha dato spazio a Palacio che ha dato senz’altro un contributo prezioso in chiave tattica ma inefficace in termini di realizzazione. La società ha deciso di tenere Gabriel Barbosa, rinunciando a darlo in prestito per constatarne direttamente l’eventuale crescita. Giusto ma non è con i quarti d’ora che un giocatore del genere può adattarsi al nostro campionato e crescere. Il fatto che abbia avuto la capacità di fare un gol, seguendo un azione in cui doveva solo depositarla in rete, attesta che Gabigol è un vero attaccante. Credo e spero che Icardi non venga squalificato di nuovo ma sarebbe utile vedere Gabriel Barbosa in campo dal primo minuto anche al fianco del capitano dell’Inter. Intanto il suo primo gol in campionato ha avuto una straordinaria importanza che, anche se non metterà a tacere il vasto pubblico dello sfottò, rilancia ulteriormente le quotazioni di una squadra che ha vinto nove delle ultime dieci partite e che, nonostante questo, non è ancora nelle prime tre posizioni in classifica. L’Inter è una squadra forte tecnicamente ma con meno personalità delle prime tre, vince grazie alle conseguenze del gioco e dall’applicazione fin troppo metodica di un'orchestra che Pioli ha reso meno vulnerabile, più consapevole ma anche pedissequa.

La grammatica del gioco nerazzurro è chiara ed è fatta di automatismi, possesso palla e ampiezza delle giocate, con verticalizzazioni che mettono in difficoltà qualunque squadra. La difesa scala con maggior disinvoltura, l’arretramento di Medel aiuta ad uscire dal pressing avversario con molti meno impacci del passato, inoltre il cileno va in marcatura intuendo meglio dei compagni di reparto, la direzione del gioco avversario. Pioli ha dunque dato un registro tattico alla squadra e tutti fanno il loro dovere. Il limite è dunque quell’assenza di cattiveria, quell’andamento lento da Inter risoluta che sarebbe giustificabile con una posizione di classifica acquisita o consolidata.

La squadra alza il ritmo con avversari di alto livello e lo abbassa eccessivamente con gli altri. Ha fatto bene Pioli a mettere in campo Miranda dal primo minuto, nonostante sia stato ammonito e dunque squalificato, perché la partita col Bologna valeva tre punti, esattamente come quella con la Roma della prossima settimana. Il messaggio che ha dato, anche grazie ad una dichiarazione a fine partita, è stato quello di riporre e dunque trasmettere alla squadra fiducia in ogni singolo giocatore, non a parole ma coi fatti.

Oggi voglio anche fare i complimenti a D’Ambrosio, non solo per l’assist decisivo in occasione del gol ma per la sua crescita in questi mesi. Tra tutti gli esterni è quello che ha convinto di più quest’anno, dimostrando di poter andare i propri limiti, migliorandosi e riuscendo a diventare prezioso anche in occasione dei diversi cambi di modulo. Ora la Roma che rappresenta il bivio di questa stagione: torneranno Icardi e Kondogbia, mancherà Miranda e resterà in forse Brozovic. Non è ancora una gara da “victoria o muerte” ma è senz’altro una sfida che ci darà un’idea più netta della stagione. Amala.