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Primavera, Lazio - Cesena 1-0

Marcatori: 19' pt. N'Diaye (CE)

S.S. LAZIO : Adomonis, Spizzichino, Ceka, Miceli, Petro, Mohamed, Bari, Folorunsho (22' st. Bezziccheri) , Rossi (47' st. Al Hassan), Rezzi, N'Diaye (35' st. Cardoselli).
A disp: (Borelli, Spiezio, Baxevanos, Beqiri, Javorcic, Muzzi).
Allenatore: Zappalà

A.C. CESENA: Fantini, Soumahin, Carnicelli, Ceccacci, Farabegoli, Cavallari, Conti (10' st. Tommasini), Dhamo, Akammadu, Maleh, Kondic (35' st. Gasperoni).
A disp: (Bianchini, Salcuni, Lanzoni, Andreoli, Felli)
Allenatore: Angelini

Ammonizioni : 34' pt. Maleh (CE) , 3' st. Cavallari (CE)

La Primavera del Cesena guidata da mister Giuseppe Angelini perde con il risultato di 1-0 la 21^ giornata del girone A del campionato Primavera Tim. La rete che decide l'incontro arriva al 19' del primo tempo e porta la firma del n. 11 N'Diaye.

Primavera, Vicenza - Lazio 2-2

Marcatori: 4' Bari, 47' Rossi, 82' Paiolo, 90'+5' Okoli

VICENZA (4-2-3-1): Pavan; Boesso, Gambasin, Sacchetto, Vanzan; Crestani, Pizzolato; Yeboah, Scapin, Pegoraro; Paiolo.
A disp.: Rossi, Zuddas, Meneghetti, Lovato, Sbrissa, Okoli, Carniato, Zironelli.
All.: Luiso.

LAZIO (4-3-3): Adamonis; Spizzichino, Miceli, Baxevanox, Petro; Rezzi, Bari, Bezziccheri; Al-Hassan, Rossi, N’Diaye.
A disp.: Borrelli, Spurio, Ceka, Portanova, Cardoselli, Javorcic, Beqiri.
All.: Bonatti.

Arbitro: Diego Provesi (sez. Treviglio).
Assistenti: Cosimo Cataldo e Cinzia Carovigno.

Lazio, che beffa. Bari la sblocca dopo quattro minuti, Rossi firma il doppio vantaggio. I giochi sembrano fatti, ma alla fine a festeggiare è il Vicenza. Paiolo riapre il match al 82’, nell’ultimo secondo di recupero Oikoli pareggia i conti. Masticano amaro i biancocelesti che avrebbero voluto fare bottino pieno e inanellare la decima vittoria consecutiva. Nota positiva la conferma del primo posto. Ma ancora una volta Luiso rallenta la corsa di Bonatti. La Lazio perde infatti un punto sia dal secondo che dal terzo posto.

Torna titolare Rezzi nell’ormai consolidato 4-4-2, mentre resta a Roma Folorunsho. Solita difesa a quattro con Adamonis tra i pali. Bezziccheri gioca a destra, N'Diaye a sinistra, Rossi e Al Hassan sono i due attaccanti. Bonatti definisce l’incontro con il Vicenza la partita più importante dell’anno. La chiave di volta è sbloccarla subito e i biancocelesti interpretano alla perfezione il dictat del tecnico. Dopo quattro minuti Bari la mette dentro di testa su corner di Miceli, re degli assist oramai. Esultanza con balletto in coppia con Al Hassan e si torna a fare sul serio. Dal campo lo scontro si sposta alle panchine. Scintille tra Luiso e Bonatti, l’arbitro li ammonisce verbalmente. Il Vicenza tenta una reazione, ma le fiammate maggiori sono tutte targate Lazio. Alla mezzora Al Hassan cestina la chance del doppio vantaggio, poco più tardi la difesa veneta regala a Rossi un’occasione d’oro. È assalto biancoceleste, bello l’approccio, buona la gestione del vantaggio. Bene così.

Rossi c’è. Stesso trend e approccio del primo tempo. Questa volta servono ancora meno minuti. Al capitano della Lazio bastano due giri d’orologio, per insaccare di punta la palla alle spalle di Pavan, che non può davvero farci nulla. Ancora una volta il lancio lungo è di Miceli. 21 gol in campionato per il bomber di Viterbo, 40 il totale in carriera, solo 15 in meno rispetto a Palombi che detiene attualmente il record. Altra chance Lazio dopo il quarto d’ora, rigore in movimento per Spizzichino che spara alto il pallone. Si arrabbia tantissimo Bonatti, sarebbe potuta essere l’occasione del 3-0. Sul cambio di Portanova che rileva Al Hassan, Bonatti protesta con Provesi. Il direttore di gara invita l’allenatore laziale ad abbandonare la panchina. Non una prima volta per il tecnico della Lazio che ora seguirà le prodezze dei suoi dalla tribuna. Ma attenzione perché al 82’ il Vicenza riapre il match con Paiolo, una piccola deviazione batte Adamonis che inerme non può far altro la palla che entra in porta. Ma il peggio deve ancora arrivare. Nell’ultimo secondo di recupero si consuma la beffa ai danni dei biancocelesti. Okoli pareggia i conti, complice anche un errore di Adamonis. Festeggia il Vicenza, mastica amarissimo la Lazio che stava già assaporando la decima vittoria consecutiva. Proprio come nell'andata Luiso ferma la corsa di Bonatti. I timori della vigilia si sono avverati.

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Primavera, Lazio - Brescia 3-0

Marcatori: 31', 84' Rossi (L), 78' Al-Hassan (L)

LAZIO (4-4-2): Adamonis; Spizzichino, Miceli, Baxevanos, Ceka (81' Petro); Bezziccheri, Cardoselli (63' Rezzi), Folorunsho, Javorcic (70' N’Diaye); Rossi, Al-Hassan.
A disp. Borrelli, Spurio, Beqiri
All. Andrea Bonatti

BRESCIA (4-5-1): Festa; Torri (85' Licini), Mangraviti, Zanotti, Baronio; Minessi, Barezzani, Gentili, Ferrari, Galante (60' Nezha); De Paoli
A disp. Mandelli, Gregorio, Marconi, Venturelli.
All. Luciano Bruni

Arbitro: Andrea Tursi (sez. Valdarno). Ass.: Li Volsi - Meocci
NOTE. Ammoniti: 66' Nezha (B).
Recupero: 2' st.

Tutto facile per la Lazio contro il Brescia. Al ‘Fersini’ arriva un altro tre a zero. Proprio come nell’ultima sfida interna contro il Trapani. Apre e chiude Rossi che festeggia 20 gol in campionato, 21 in totale. Nel mezzo c’è tempo e spazio per un bellissimo sigillo di Al Hassan. Nove vittorie consecutive (superata la striscia vincente di Bollini) e primo posto blindato. Grazie ai pareggi di Sampdoria e Fiorentina, la vetta è sempre più proprietà della squadra di Bonatti.

È un vero e proprio testa coda quello tra Lazio e Brescia. Una di quelle partite, almeno sulla carta, già scritte in partenza. Trentatré punti di differenza, otto vittorie consecutive contro sette sconfitte di fila, nessun successo in trasferta per i lombardi (peggior rendimento esterno), seconda miglior difesa contro il peggior attacco. Ma Bonatti ha messo in guardia suoi: non vuole cali di tensione. Se quest’anno la sua squadra ha perso punti per strada lo ha fatto in particolare contro le formazioni di media e bassa classifica. Al ‘Fersini’ mancano Bari e Portanova. A centrocampo allora - al fianco di Folorunsho - altra conferma per Cardoselli, reduce da un ottimo momento di forma. In difesa, al posto di Petro, ecco finalmente Baxevanos. Il greco ha ottenuto il transfer e, dopo oltre tre mesi di soli allenamenti, può finalmente scendere in campo coi compagni. L’approccio è buono: i biancocelesti fanno la partita e schiacciano gli avversari nella loro metà campo. Bezziccheri testa la reattività di Festa. Che alla mezz’ora si rende però protagonista in negativo. Uscita a vuota, Rossi lo anticipa di testa e torna al gol 35 giorni dopo. Una liberazione per uno con la sua media realizzativa. D’altronde, prima della trasferta di Genova, non era mai successo che il bomber viterbese non segnasse per due partite consecutive. Solo una questione di tempo.

Nella ripresa dagli spogliatoi esce una Lazio meno brillante. Il gol di vantaggio sembra quasi far rilassare Rossi e compagni. Ma non può bastare: Bonatti non ci sta e vuole chiuderla. Il tecnico bresciano non si fida della squadra della sua città. E sgancia dalla panchina prima Rezzi, poi N’Diaye. Il numero 15 ha subito una buona occasione in mischia: il pallone gli sbatte sul ginocchio e scappa via. Il Brescia non ha però la forza di impensierire Adamonis. Miceli e un ottimo Baxevanos fanno buona guardia, il portiere lituano non deve mai sporcarsi i guanti. Al 78esimo arriva anche il gol della sicurezza. È un’invenzione di Al Hassan. Mancino morbidissimo da posizione defilata e pallone che Festa osserva insaccarsi alle sue spalle. Quarto centro stagionale, il primo al’Fersini’. Passano sette minuti e capitan Rossi, solo davanti al portiere, completa la festa. Finisce tre a zero. Come contro il Trapani. Intanto la Fiorentina pareggia in casa contro il Cesena e la Sampdoria in trasferta si fa raggiungere dall’Hellas Verona nello scontro diretto. La Lazio non poteva chiedere di meglio: ora i punti di vantaggio dal secondo posto sono sei, addirittura sette dal secondo. Non spezzate questa favola.

Primavera, Sampdoria - Lazio 1-2

Reti: p.t. 22′ Cardoselli, 39′ Cioce rig.; s.t. 27′ Bezziccheri.

Sampdoria (4-2-3-1): Krapikas; Tomic, Leverbe, Pastor, Amuzie (44′ s.t. Tissone); Cioce, Gabbani (37′ s.t. Cuomo); Baumgartner, Balde, Tessiore; Testa.
A disposizione: Cavagnaro, Piccardo, Gilardi, Oliana, Romei, De Nicolo, Criscuolo, Curito.
Allenatore: Francesco Pedone.

Lazio (4-4-2): Adamonis; Spizzichino, Miceli, Petro, Ceka; Bezziccheri (47′ s.t. Muzzi), Bari, Cardoselli (40′ s.t. Folorunsho), Ndiaye (38′ s.t. Djassi); Rossi, Portanova.
A disposizione: Alia, Baxenavos, Spurio, Rezzi, Javorcic.
Allenatore: Andrea Bonatti.

Arbitro: Gariglio di Pinerolo.
Assistenti: Gualtieri di Asti e Lattanzi di Milano.
Note: ammoniti al 22′ s.t. Cardoselli, al 26′ s.t. Balde, al 45′ s.t. Baumgartner per gioco scorretto; recupero 0′ p.t. e 3′ s.t.; spettatori 300 circa; terreno di gioco in sintetico.

Finisce dopo 84 giorni di imbattibilità la marcia della Sampdoria Primavera. Sul sintetico del “Riccardo Garrone” di Bogliasco i blucerchiati di Ciccio Pedone vengono battuti – pur senza meritarlo – dalla capolista Lazio, che prende la fuga e sale a quota 42 punti, lasciando i nostri fermi a 37, superati dalla Fiorentina.
Sostenuto da un folto pubblico – la dirigenza al completo guidata dal presidente Massimo Ferrero, dall’ex presidente Edoardo Garrone più i prima squadra Viviano, Falcone, Skriniar e Schick -, il Doria parte forte: al 9′ Tessiore scambia con Balde e calcia in porta, Adamonis respinge e Testa non ne approfitta. I blucerchiati giocano meglio e al 20′ vanno nuovamente al tiro con Balde, servito da Tessiore. Passa un niente e Baumgartner ci prova invano con il mancino. Meriteremmo noi, ma al 22′ passa la Lazio. Un’ingenuità difensiva permette a Cardoselli di incunearsi centralmente e di battere Krapikas sul palo più lontano. Siamo sotto.
Baumgartner risponde al 28′ con una gran botta dalla distanza ma l’estremo biancoceleste fa ancora buona guardia. La Samp insiste con convinzione e dieci minuti più tardi guadagna un rigore: Cardoselli stende Balde in area, Gariglio non ha dubbi e Cioce trasforma dal dischetto, dedicando il gol al compagno Ferrazzo, infortunatosi seriamente sette giorni fa a Perugia. L’1-1 è sacrosanto, il giusto premio per una buona prima frazione da parte dei nostri ragazzi.
Gli ospiti rientrano in campo con maggior determinazione e al 7′ vanno vicini al nuovo vantaggio con Ndiaye. Tomic e Testa mettono presto in chiaro che il Doria non sta a guardare, spaventando Adamonis con due tiri da fuori. Al 27′, però, la Lazio torna avanti per davvero: Bezziccheri corregge in rete un’insidiosa parabola a rientrare da calcio d’angolo e siamo nuovamente costretti a inseguire. Balde guadagna il fondo, Testa viene murato. Siamo al 34′ e possibilità di rimetterla in piedi diminuiscono. Pedone richiama Gabbani (un mediano) per Cuomo (una punta). Proprio Cuomo la butta dentro all’ultimo assalto ma l’arbitro annulla per un presunto fuorigioco. Finisce così e fa male, ma occorre ripartire.

Primavera, Spezia - Lazio 1-3

Marcatori: 3' Demofonti, 12', 45'+3', 79' Cardoselli

SPEZIA (3-5-2): Barone; Mannucci, Acampora, Della Pina; Candela, Demofonti, Martorelli, Maigini, Cecchetti; Capelli, Suleiman.
A disp. Desjardinis, Mazzini, Gavini, Selimi, Manfredi, Posenato, Cantatore, Giuliani, Monti, Vatteroni.
All. Flavio Giampieretti

LAZIO (4-3-1-2): Adamonis; Spizzichino, Miceli, Petro, Ceka; Cardoselli, Bari, Folorunsho; Bezziccheri; Rossi, Muzzi.
A disp. Alia, Portanova, Spurio, Rezzi, Al-Hassan, N’Diaye, Beqiri.
All. Andrea Bonatti

Arbitro: Niccolò Pagliardini (sez. Arezzo). Ass.: Meozzi - Gnarra

Fanno tutto Miceli e Cardoselli a La Spezia. La squadra di Giampieretti va subito avanti con Demofonti, ma la Lazio la ribalta. Tre calci piazzati del centrale di Bonatti e una tripletta incredibile del centrocampista classe ’98, quindicesimo giocatore a segno in questa stagione. Le vittorie consecutive sono ora sette, eguagliata la striscia di Inzaghi. Il Perugia intanto ferma in casa la Sampdoria. E i biancocelesti festeggiano allora il primo posto in solitaria. In attesa della resa dei conti della prossima giornata.
Atto primo in Liguria. Nella prima delle due trasferte sul golfo, la Lazio si gioca il primato in classifica. Ma la squadra di Bonatti stavolta sbaglia l’approccio. Era successo solo a Cesena quest’anno con il gol di Panico dopo neanche un minuto e il tre a tre di Rossi in pieno recupero. I giri d’orologio a La Spezia sono due e mezzo. Biancocelesti distratti in difesa, Adamonis respinge corto su Capelli e Demofonti a porta vuota non può sbagliare. Al ‘Ferdeghini’ c’è subito da inseguire. Bonatti scuote i suoi dalla panchina. Il tecnico bresciano torna a contare su bomber Rossi, schierato insieme a Bezziccheri e Muzzi. Al Hassan e N’Diaye partono dalla panchina. L’altra sorpresa di formazione si chiama Cassio Cardoselli. Il centrocampista di Anzio viene preferito a Portanova e ripaga la fiducia in una stagione fin qui anonima (complice l’infortunio che lo ha tenuto ai box fino a metà ottobre). Alla quarta presenza stagionale, il classe ’98 ribalta la gara con una doppietta. Il solito Miceli pennella due volte, prima su punizione poi su angolo. Il numero sette si libera della marcatura e ringrazia. Gol di testa e col piatto destro, Barone sul pareggio gli dà anche una mano. A pochi secondi dall’intervallo è la Lazio a condurre.
Diverse le occasioni nei primi quarantacinque minuti. Subito dopo il pari di Cardoselli, un palo pieno di Bari e un pallonetto di poco a lato di Rossi sul pasticcio difensivo dei bianconeri. Nella seconda parte di gara invece meno emozioni. Lo Spezia cerca il pari, la Lazio il gol della sicurezza. Ma i biancocelesti, al netto di una fase difensiva ordinata, non trovano spazi in contropiede. E allora ci pensa ancora la premiata ditta Miceli-Cardoselli. Altra punizione dell’ex Under 17, Cardoselli al volo di destro trova un bellissimo pallonetto. Prima tripletta in carriera dopo l’ultimo centro a Lanciano dello scorso maggio e una giornata davvero da sogno. Un gol in meno di Marco Parolo, che a Pescara sei giorni fa di reti ne aveva realizzate addirittura quattro. La Lazio intanto aspetta notizie dagli altri campi. A Perugia succede di tutto: alla Sampdoria vengono annullate due reti (una al baby Keita), ma i padroni di casa falliscono dal dischetto l’opportunità del vantaggio. Finisce zero a zero. In Toscana invece la Fiorentina batte l’Hellas Verona quattro a tre. La classifica ora sorride davvero: biancocelesti primi in solitaria e due lunghezze di vantaggio sul secondo posto. A Genova per difendere la vetta basterà anche un pareggio.
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Primavera, Lazio - Trapani 3-0

Marcatori: 74' N'Diaye, 79' rig. Miceli, 87' Bezziccheri

LAZIO (4-3-3): Adamonis; Spizzichino, Miceli, Petro, Ceka; Rezzi, Portanova, Folorunsho; Bezziccheri, Al-Hassan, N’Diaye.
A disp.: Borrelli, Spiezio, Spurio, Cardoselli, Rossi, Muzzi.
All.: Andrea Bonatti

TRAPANI (4-5-1): Compagno; Tumminelli, Mulè, De Santis, Marino; Licari, Palermo, Vitale, Muratore, Martina, Musso.
A disp.: Alunni, D’Angelo, Canino, Federico, Di Maggio, Flueras.
All.: Alessandro Longo

Arbitro: Matteo Proietti (sez. Terni). Ass: Dell'Università - Notarangelo.

Con pazienza e caparbietà, senza mai mollare la presa, con l'obiettivo sempre bene a mente. Se questa Lazio è in testa alla classifica un motivo ci sarà: impone il gioco, il suo assedio è totale, forse ci mette troppo a sbloccarla, ma questo è il calcio. Il Trapani le prova tutte, tiene per un'ora, poi manca il coraggio per provare a portare a casa almeno un punto. Niente Rossi dipendenza, anche rinunciando al suo bomber Bonatti ne fa tre ai siciliani e si tiene stretto la testa della classifica. Sesto successo consecutivo, si può sognare in grande.

Ritmi soporiferi, il copione del match sembra già scritto in partenza, complice un gap tecnico tra le due sottolineato soprattutto dalla classifica. Lazio e Trapani non ci mettono molto a confermare le attese: l'assendio biancoceleste parte praticamente da subito. Certe partite si vincono con gli episodi, quelli che sembrano mancare nella prima mezz'ora. Il muro granata è organizzato e attento, trovare un pertugio è impresa assai ardua. Portanova fa la punta, per il più classico dei falso nueve ma in forma inedita, vista la partenza dalla panchina di bomber Rossi e con Ndiaye e Al Hassan ad agire più larghi rispetto al centrocampista. Bonatti non dà punti di riferimento a un Trapani che concede zero: modulo camaleontico, un 4-4-2 pronto a trasformarsi in 4-2-4 durante le trame offensive. Il resto è un assedio, Trapani con poche idee e col pensiero fisso di non prenderle. Bezziccheri manca il colpo del vantaggio, spedendo alto di testa su una sponda esterna di Portanova. Miceli pennella due volte su punizione, ma manca il bersaglio grosso. Folorunsho fa da specchio davanti alla difesa (con Miceli e Petro centrali), in una Lazio che sembra rischiare soltanto quando si scopre più del dovuto.

Nella ripresa Bonatti gioca la carte Muzzi, il traffico in area avversaria aumenta insieme alla pericolosità della Lazio. Che impegna Compagno prima con un mancino violento di Al Hassan da fuori, poi trova finalmente il colpo: Spizzichino prende un corridoio esterno e apparecchia sul secondo palo per Ndiaye. Eccola la prima volta dell'ex Renate, alla terza presenza consecutiva. Trapani colpito e definitivamente affondato: Muzzi sfonda in area, poi viene scalciato e strappa il penality. Miceli è freddo e perfetto nella realizzazione. Premiata la pazienza di una Lazio in continua pressione, spesso certe partite possono essere maledette. Bezziccheri infierisce su un avversario completamente al tappeto, incrociando bene sul palo più lontano per il sigillo finale. La corsa continua, il Trapani desiste, Bonatti fa centro per la sesta volta consecutiva in campionato.

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Primavera, Napoli - Lazio 1-2

Marcatori: 45' Russo, 66' Ceka, 69' Al Hassan

LAZIO (4-4-2): Adamonis; Spizzichino, Miceli, Petro, Ceka; Bezziccheri, Bari, Folorunsho, Portanova; N’Diaye, Al-Hassan.
A disp.: Rus, Spiezio, Spurio, Cardoselli, Muzzi, Javorcic, Rezzi.
All.: Andrea Bonatti.

NAPOLI (4-3-3): Schaper; Schiavi, Granata, Milanese, D’Ignazio; Acunzo, Otranto, Abdallah; Della Corte, Gaetano, Russo.
A disp.: Marfella, Mazzella, Bartiromo, Senese, Calabrese, Napolitano, Daddio, De Simone, Negro, Ritieni, Catavere.
All.: Giampaolo Saurini

Arbitro: Luigi Carella (sez. Bari). Ass: De Palma - Pizzi

Cinque vittorie consecutive in campionato. La Lazio, in rimonta, espugna il campo del Napoli e si conferma prima insieme a Hellas Verona e Sampdoria. Come mille giorni fa. Dopo un successo a testa, la resa dei conti tra Saurini e Bonatti è a tinte biancocelesti. Russo porta avanti i suoi nel finale di primo tempo, nella ripresa in tre minuti Ceka ed Al Hassan la ribaltano. E i biancocelesti tornano a vincere in Campania quasi quattro anni dopo dall’uno a zero firmato Danilo Cataldi. La corsa non si ferma.

A Napoli per restare più in alto di tutti. A mille giorni di distanza dall’ultima volta. Era la Lazio del primo Inzaghi che a maggio del 2014 batteva la Juve Stabia e si presentava in vetta alle Final Eight. Dal tecnico piacentino al suo successore bresciano: Andrea Bonatti. Biancocelesti di nuovo primi, stavolta a pari punti con Hellas Verona e Sampdoria, ma avanti per gli scontri diretti. Al ‘Sant’Antimo’ una prova importante: contro una squadra in ripresa e preparata per affrontare la Youth League. Per la seconda volta in stagione (la prima nella sconfitta di Latina), la Primavera non ha poi neanche il suo capitano. Alessandro Rossi è convocato con la prima squadra per la sfida al Chievo. “Proveremo trame di gioco offensive diverse”, aveva promesso Bonatti. In Campania si vede una squadra corta e aggressiva con Portanova a fare praticamente l’attaccante aggiunto ad Al Hassan. Sugli esterni Bezziccheri e N’Dieye, alla sua seconda partita consecutiva dopo l’arrivo in prestito dal Renate. Ramon Muzzi parte inizialmente dalla panchina. Così come Negro nel Napoli, spauracchio con quattro reti all’attivo in carriera ai biancocelesti. Il primo tempo sembra avviato sullo zero a zero. Ritmi bassi, gioco spezzettato e grande equilibrio. Sono quaranta cinque minuti soporiferi. Ma, a pochi secondi dal recupero, gli azzurri colpiscono alla prima vera occasione. Cross di Della Corte dalla destra, Russo si inserisce sul secondo palo e di testa manda le squadre negli spogliatoi sull’uno a zero.

La ripresa restituisce una sfida più emozionante. Ritmi alti e occasioni. La partita finalmente si accende. E cambia nel giro di tre minuti. La Lazio, all’improvviso, esce dal guscio e la ribalta. Un tiro sporco e il primo gol assoluto con la maglia biancoceleste di Irlian Ceka vale il pareggio. Centottanta secondi e arriva anche il due a uno. Bezziccheri la mette sulla testa di Al Hassan, il portoghese imprime potenza al pallone e non sbaglia. Eppure era stato il Napoli ad avere la grande opportunità per il raddoppio. L’errore, quasi a porta vuota di Russo, è però praticamente una scossa per Folorunsho e compagni. La formazione di Saurini prova allora a riportarsi in avanti, attaccando con tutti i propri mezzi a disposizione. La Lazio con sacrificio tiene e porta a casa tre punti pesanti. L’ultimo brivido è su un colpo di testa a lato di Granata. In vetta alla classifica resta ancora una corsa a tre. Dopo il successo dell’Hellas Verona nell’anticipo di Trapani (2-1), anche la Sampdoria sbanca il campo del Brescia per due a zero. Tre squadre a 33 punti, tre squadre per unico obiettivo. Mille giorni dopo è comunque ancora primo posto.
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Primavera, Lazio - Perugia 1-0

LAZIO (4-3-3): Adamonis; Spizzichino, Miceli, Petro, Ceka; Muzzi, Bari, Folorunsho; N’Diaye, Rossi, Bezziccheri.
A disp.: Borrelli, Spiezio, Spurio, Portanova, Al-Hassan, Rezzi.
All. Andrea Bonatti.

PERUGIA (4-4-2): Santopadre; Patrignani, Achy, Polidori, Garofalo; Buzzi, Amadio, Ceccuzzi, Salvucci; Panaioli, Vicaroni.
A disp.: Sorci, Pietrangeli, Filoia, Pellegrini, Settimi, Bagnolo, Chirilenco.
All.: Davide Ciampelli.

Arbitro: Daniele De Remigis (sez. Teramo). Ass: Rotondale - Marinenza.


La Lazio apre in bellezza il girone di ritorno. Passa qualche mese ma il trend rimane lo stesso. I biancocelesti battono il Perugia tra le mura del ‘Fersini’. Ancora una volta è capitan Rossi a decidere la partita. All’andata erano stati quattro i gol segnati dal bomber di Viterbo, stavolta uno ma sufficiente per mettere la vittoria in cassaforte. La quarta consecutiva per le baby aquile. La squadra di Bonatti scavalca così la Fiorentina, che perde contro il MIilan, e si piazza al primo posto insieme ad Hellas e Sampdoria.

Per la prima di ritorno Bonatti decide di mettere in campo sin dal primo minuto la new entry N’Diaye, che rappresenta l’unica novità rispetto alla vigilia. Portanova, reduce dalla convocazione in nazionale va in panchina, mentre Javorcic va in tribuna a fare compagnia a Dovidio, Sarac, Beqiri, Cardoselli ed Ennali. Per il resto tutto confermato con la coppia d’attacco Muzzi e Rossi. Due in avanti pure per Campelli che sceglie il duo Panaioli-Vicaroni. È proprio di N’Diaye la prima vera chance della Lazio. Su passaggio di Muzzi il numero 7 biancoceleste chiude al volo sul secondo palo e sfiora il gol all’esordio. Le occasioni più pericolose ce l’ha però il Perugia che se la gioca a viso aperto. Contro ogni aspettativa Adamonis è chiamato a sporcarsi i guantoni più e più volte. Per niente contento Bonatti che dalla panchina si sgola e si sbraccia. Il primo tempo scorre così senza grandi occasioni, sotto gli occhi di alcuni big come De Vrij, Hoedt, Lombardi e Murgia che prima della partenza di Torino osservano i baby.

Quarantacinque minuti all’esordio possono bastare. È questa la decisione di Bonatti a due minuti della ripresa fa uscire N’Diaye per fare posto a Portanova. Entra anche Al Hassan che rileva Muzzi ed è proprio il numero 15 laziale che sveglia un po’ i suoi. Dopo di lui una buona occasione anche di Portanova. E poi eccolo arriva lui, il capitano che al 64’ sblocca il risultato. Sponda di Folorunsho, Rossi salta Achy e buca la rete di testa. Diciannove gol in totale tra campionato e Coppa – il doppio dello scorso anno - per il bomber di Viterbo, che reduce dagli allenamenti in prima squadra perde un po’ di forza nelle gambe, ma mai il fiuto del gol. Dopo meno di 10 minuti la sua partita finirà: Settimi lo atterra e costringe il numero 9 a fare spazio a Rezzi. Al 85’ il Perugia rimane anche orfano di Patrignani, reo di aver scaraventato a terra Folorunsho. La Lazio vola al primo posto con l’Hellas e la Sampdoria. Il ‘Fersini’ applaude, la prima di ritorno si chiude con il sorriso.

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