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Primavera, Lazio - Milan 1-1

Marcatori: 29' Cutrone, 88' Javorcic

​​LAZIO (4-3-3): Adamonis; Spizzichino, Miceli, Baxevanos, Ceka; Folorunsho, Cardoselli, Bari; Bezziccheri, Rossi, N’Diaye.
A disp.: Borrelli, Spiezio, Spurio, Beqiri, Sarac, Rezzi, Javorcic, Al-Hassan, Muzzi. All.: Andrea Bonatti.

MILAN (4-3-1-2): Plizzari; Hadziosmanovic, Gabbia, Altare, Llamas; Zanellato, El Hilali, Torrasi; Modic; Cutrone, Tsadjout.
A disp.: Del Ventisette, Curto, Bellanova, De Piano, Pobega, Zhikov, Hamadi, Forte, Sinani.​ All.: Stefano Nava.

Arbitro: Aristide Capraro (sez. Cassino).
Assistenti: Andrea Micaroni e Giuseppe Di Giacinto.

Tra Lazio e Milan un punto a testa. Quello che basta alla Lazio per confermarsi testa di serie del girone. Nel primo tempo è Cutrone a sbloccare il match, poi al 88’ Javorcic mette pareggia i conti e mette i sigilli sul primato laziale. Nel mentre tante occasioni da una parte e dall’altra e un rigore sbagliato da Rossi. Nel finale viene espulso anche Miceli che si becca il rosso diretto. Tutto è bene quel che finisce bene, alla fine è Bonatti ad esultare, la sua Lazio andrà alle Final Eight da testa di serie.

Nessuna novità rispetto alla vigilia per mister Bonatti che per l’appuntamento contro il Milan schiera il 4-3-3. Adamonis si riprende il posto tra i pali, consueta difesa a quattro con la coppia centrale Miceli-Baxevanos. Folorunsho, Cardoselli e Bari a centrocampo e tridente d’attacco formato da Bezziccheri, Rossi, N’Diaye.

Suona quasi come una profezia la frase di Nava, pronunciata a pochi minuti dal fischio d’inizio, almeno stando ai primi 45 minuti di gioco. Da una parte la Lazio che punta a sigillare il primato, dall’altra il Milan che custodisce il secondo posto. Le motivazioni non mancano di certo e in campo si vede. Partono subito forti le due squadre. Ad un paio di occasioni golose del Milan, ne corrispondono altre della Lazio. Prima ci prova N’Diaye, in grande forma quest’oggi, con un tiro che finisce alto, qualche minuto dopo Cradoselli impensierisce Plizzari. Intanto a bordo campo spettatori d’onore. Prima della seduta di allenamento pre derby, a seguire la gara spunta quasi tutto il gruppo di Inzaghi. De Vrij, Anderson, Patric, capitan Biglia, Lombardi, Bastos, Hoedt ne mancano davvero pochi all’appello. Tutto molto bello se non fosse che, al 29’, Cutrone la mette dentro. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo non manca l’appuntamento e batte Adamonis. Il vantaggio galvanizza il Milan che sfiora subito dopo anche il raddoppio. La Lazio non si scoraggia e tenta la reazione. Al 41’ Bezziccheri in tuffo di testa non sbaglia e la palla finisce in rete. Ma è fuorigioco, niente da fare la Lazio si ritira negli spogliatoi sotto di un gol.

 Calcio di rigore per la Lazio. Vistosa trattenuta di Llamas su Ceka, da verificare il punto di contatto. Fatto sta che la ripresa si mette bene per i biancocelesti. Peccato che Rossi fallisca l’occasione, sbagliando dagli 11 metri. “Non è successo niente”, Bonatti lo consola. E poi il capitano cerca di riscattarsi con un ottima conclusione che prende l’esterno della rete. Peccato, bell’aggancio. Non sembra essere un pomeriggio troppo fortunato per la Lazio, N’Diaye rimane a terra dopo uno scontro. Si rialza, ma dopo un po’ è costretto a fermarsi. Una prestazione davvero buona quella del numero 11 laziale, che abbandona il terreno di gioco in anticipo e lascia spazio a Javorcic. I ritmi della gara sono alti. Le due formazioni si battono a colpi di chances. Al colpo di testa al veleno di Torrasi, fa eco la traversa di Bezziccheri. E poi il miracolo di Adamonis su Cutrone salva Bonatti dal doppio svantaggio. Come da manuale. Quando oramai sembra che ci si debba arrendere alla sconfitta la Lazio risorge. E lo fa grazie a Duje Javorcic. Rossi la mette a rimorchio per il numero 18 che scaglia un pallone imprendibile per Plizzari. Caos nei minuti finali, Miceli viene espulso , la Lazio resta in dieci. Ma comunque esulta al triplice fischio. Il primato è suo.

lalaziosiamonoi

Primavera, Lazio - Latina 3-0

Marcatori: 16' N'Diaye, 28' aut. Santovito, 64' Rossi

LAZIO (4-2-3-1): Borrelli; Spizzichino, Miceli, Baxevanos, Ceka; Bari, Cardoselli; Bezziccheri, Rezzi, N’Diaye; Rossi.
A disp. Rus, Spiezio, Petro, Spurio, Portanova, Javorcic, Al Hassan, Muzzi.
All. Bonatti.

LATINA (4-3-3): Bortolameotti; Costanzo, Morelli, Santovito, Oberrauch; Barberini, Megelaitis, Colarieti; Beccaceci, Mentana, Arfaoui.
A disp. Marino, Barry, Rizzi, Magro, De Vitis, Cancelli, Muca, Tucci, Romani, Tagliarini, Ludovisi, Rodriguez.All. Carlo Tebi

Arbitro: Dionisi (sez. L’Aquila). Ass: Pizzi-De Palma.​

La Lazio riparte subito. Il brusco stop di Firenze è già un lontano ricordo. A differenza dell’andata, il Latina non riesce a creare problemi alla formazione di Bonatti. Che vince l’undicesima partita nelle ultime tredici di campionato. Un ispirato N’Diaye segna e causa l’autogol del raddoppio. Nella ripresa capitan Rossi porta a tre le segnature. Una giornata in meno e sei punti di vantaggio sul terzo posto. Due in più rispetto allo scorso turno. Il “percorso stratosferico” dei biancocelesti potrebbe portare a breve all’atteso verdetto.

Bonatti ne cambia quattro rispetto alla trasferta di Firenze. Adamonis e Folorunsho sono fuori per squalifica, Dovidio, Abukar, Beqiri e Sarac per infortunio. In difesa si rivede Baxevanos al posto di Petro, a centrocampo Cardoselli e Bari dirigono le operazioni, Rezzi gioca a supporto di bomber Rossi. Nel Latina non c’è l’ex Rausa, espulso per squalifica contro il Brescia. Titolare e capitano invece Colarieti, compagno di tanti biancocelesti lo scorso anno con la maglia dell’Under 17.
Sono in tanti a vedere la Primavera. La cavalcata della squadra di Bonatti ha attirato grande curiosità. In tribuna c’è il ds Igli Tare. A bordocampo, in attesa della rifinitura, tanti elementi della squadra di Inzaghi si godono la partita. Da Hoedt a Lombardi, passando per Wallace, Bastos e l’acclamato Ciro Immobile. La Lazio di Bonatti risponde. Le parole del tecnico bresciano e di Miceli vengono tramutate sul campo. La voglia di tornare subito al successo è tanta. E la grande occasione di Rossi dopo neanche un minuto ne è la dimostrazione. I biancocelesti fanno valere il doppio dei punti in classifica e chiudono il primo tempo avanti di due reti. Bortolameotti calcola male la traiettoria di un cross, Rossi fa la sponda e N’Diaye di testa non sbaglia. L’esterno ex Inter è in gran forma. Dopo aver trovato il secondo gol di fila in casa, propizia anche l’autorete di Santovito. Progressione sulla sinistra, cross teso e deviazione sfortunata del numero quattro. Nessun problema nei primi quarantacinque minuti.
Nella ripresa dentro subito Portanova per Cardoselli. Il giocatore della Nazionale prende il posto di Rezzi, scalato a centrocampo. Il Latina esce dagli spogliatoi meno timido. Megelaitis fa anche correre un brivido lungo la schiena di Borrelli: gran destro dalla distanza e palo pieno. Ma la reazione pontina dura poco. N’Diaye colpisce l’esterno della rete, Rossi poco dopo fa 23 in campionato (24 in stagione). Solito lancio di Miceli, stop di petto e sforbiciata sul primo palo. La parte finale di gara è un assalto alla porta nerazzurra, salvata da un paio di interventi decisivi di Bortolameotti. Finisce 3-0 con il Latina che perde la sesta gara di fila in trasferta. Intanto sugli altri campi Hellas Verona e Milan espugnano Perugia e Napoli, Spezia e Vicenza fermano sul pari Sampdoria e Fiorentina. I punti di vantaggio dal terzo posto sono ora sei. E l’accesso diretto alle Final Eight davvero sempre più vicino.
lalaziosiamonoi

Primavera, Fiorentina - Lazio 5-2

FIORENTINA (4-3-3): Dragowski; Mosti, Illanes, Chrzanowski, Pinto; Castrovilli, Faye, Diakhate; Gori, Mlakar, Perez.
A disp.: Cerofolini, Belotti, Ferigra, Benedetti, Ranieri, Marozzi, Maganjic, Militari, Sottil, Scalera.
All.: Federico Guidi

LAZIO (4-2-3-1): Adamonis; Spizzichino, Miceli, Petro, Ceka; Abukar, Folorunsho; Portanova, Bezziccheri, Ndiaye; Rossi.
A disp.: Alia, Spiezio, Baxevanos, Bari, Cardoselli, Beqiri, Rezzi, Javorcic, Al-Hassan, Muzzi.
All.: Andrea Bonatti.

Arbitro: Marco Guarnieri (sez. Empoli) Ass.: Scatragli-Pancioni.

La Primavera di mister Guidi rifila cinque goal alla Lazio di Bonatti nel big match del girone A andato in scena oggi pomeriggio al "Gino Bozzi" di Firenze. Successo importantissimo per i viola che porta la squadra a 42 punti, ora a sole quattro lunghezze dai biancocelesti. La Lazio gioca bene la prima parte della gara anche se in dieci dal 26' per il rosso a Folorusnho. Per i biancocelesti vanno a segno Bezziccheri e Rossi, con in mezzo l'1-1 di Mlakar. Lo stesso numero 9 viola insieme a Gori e Sottil, è il protagonista del secondo tempo. Vittoria importante per la Fiorentina, che riapre cosi il discorso primo posto.

 

Primavera, Lazio - Cesena 1-0

Marcatori: 19' pt. N'Diaye (CE)

S.S. LAZIO : Adomonis, Spizzichino, Ceka, Miceli, Petro, Mohamed, Bari, Folorunsho (22' st. Bezziccheri) , Rossi (47' st. Al Hassan), Rezzi, N'Diaye (35' st. Cardoselli).
A disp: (Borelli, Spiezio, Baxevanos, Beqiri, Javorcic, Muzzi).
Allenatore: Zappalà

A.C. CESENA: Fantini, Soumahin, Carnicelli, Ceccacci, Farabegoli, Cavallari, Conti (10' st. Tommasini), Dhamo, Akammadu, Maleh, Kondic (35' st. Gasperoni).
A disp: (Bianchini, Salcuni, Lanzoni, Andreoli, Felli)
Allenatore: Angelini

Ammonizioni : 34' pt. Maleh (CE) , 3' st. Cavallari (CE)

La Primavera del Cesena guidata da mister Giuseppe Angelini perde con il risultato di 1-0 la 21^ giornata del girone A del campionato Primavera Tim. La rete che decide l'incontro arriva al 19' del primo tempo e porta la firma del n. 11 N'Diaye.

Primavera, Vicenza - Lazio 2-2

Marcatori: 4' Bari, 47' Rossi, 82' Paiolo, 90'+5' Okoli

VICENZA (4-2-3-1): Pavan; Boesso, Gambasin, Sacchetto, Vanzan; Crestani, Pizzolato; Yeboah, Scapin, Pegoraro; Paiolo.
A disp.: Rossi, Zuddas, Meneghetti, Lovato, Sbrissa, Okoli, Carniato, Zironelli.
All.: Luiso.

LAZIO (4-3-3): Adamonis; Spizzichino, Miceli, Baxevanox, Petro; Rezzi, Bari, Bezziccheri; Al-Hassan, Rossi, N’Diaye.
A disp.: Borrelli, Spurio, Ceka, Portanova, Cardoselli, Javorcic, Beqiri.
All.: Bonatti.

Arbitro: Diego Provesi (sez. Treviglio).
Assistenti: Cosimo Cataldo e Cinzia Carovigno.

Lazio, che beffa. Bari la sblocca dopo quattro minuti, Rossi firma il doppio vantaggio. I giochi sembrano fatti, ma alla fine a festeggiare è il Vicenza. Paiolo riapre il match al 82’, nell’ultimo secondo di recupero Oikoli pareggia i conti. Masticano amaro i biancocelesti che avrebbero voluto fare bottino pieno e inanellare la decima vittoria consecutiva. Nota positiva la conferma del primo posto. Ma ancora una volta Luiso rallenta la corsa di Bonatti. La Lazio perde infatti un punto sia dal secondo che dal terzo posto.

Torna titolare Rezzi nell’ormai consolidato 4-4-2, mentre resta a Roma Folorunsho. Solita difesa a quattro con Adamonis tra i pali. Bezziccheri gioca a destra, N'Diaye a sinistra, Rossi e Al Hassan sono i due attaccanti. Bonatti definisce l’incontro con il Vicenza la partita più importante dell’anno. La chiave di volta è sbloccarla subito e i biancocelesti interpretano alla perfezione il dictat del tecnico. Dopo quattro minuti Bari la mette dentro di testa su corner di Miceli, re degli assist oramai. Esultanza con balletto in coppia con Al Hassan e si torna a fare sul serio. Dal campo lo scontro si sposta alle panchine. Scintille tra Luiso e Bonatti, l’arbitro li ammonisce verbalmente. Il Vicenza tenta una reazione, ma le fiammate maggiori sono tutte targate Lazio. Alla mezzora Al Hassan cestina la chance del doppio vantaggio, poco più tardi la difesa veneta regala a Rossi un’occasione d’oro. È assalto biancoceleste, bello l’approccio, buona la gestione del vantaggio. Bene così.

Rossi c’è. Stesso trend e approccio del primo tempo. Questa volta servono ancora meno minuti. Al capitano della Lazio bastano due giri d’orologio, per insaccare di punta la palla alle spalle di Pavan, che non può davvero farci nulla. Ancora una volta il lancio lungo è di Miceli. 21 gol in campionato per il bomber di Viterbo, 40 il totale in carriera, solo 15 in meno rispetto a Palombi che detiene attualmente il record. Altra chance Lazio dopo il quarto d’ora, rigore in movimento per Spizzichino che spara alto il pallone. Si arrabbia tantissimo Bonatti, sarebbe potuta essere l’occasione del 3-0. Sul cambio di Portanova che rileva Al Hassan, Bonatti protesta con Provesi. Il direttore di gara invita l’allenatore laziale ad abbandonare la panchina. Non una prima volta per il tecnico della Lazio che ora seguirà le prodezze dei suoi dalla tribuna. Ma attenzione perché al 82’ il Vicenza riapre il match con Paiolo, una piccola deviazione batte Adamonis che inerme non può far altro la palla che entra in porta. Ma il peggio deve ancora arrivare. Nell’ultimo secondo di recupero si consuma la beffa ai danni dei biancocelesti. Okoli pareggia i conti, complice anche un errore di Adamonis. Festeggia il Vicenza, mastica amarissimo la Lazio che stava già assaporando la decima vittoria consecutiva. Proprio come nell'andata Luiso ferma la corsa di Bonatti. I timori della vigilia si sono avverati.

lalaziosiamonoi

Primavera, Lazio - Brescia 3-0

Marcatori: 31', 84' Rossi (L), 78' Al-Hassan (L)

LAZIO (4-4-2): Adamonis; Spizzichino, Miceli, Baxevanos, Ceka (81' Petro); Bezziccheri, Cardoselli (63' Rezzi), Folorunsho, Javorcic (70' N’Diaye); Rossi, Al-Hassan.
A disp. Borrelli, Spurio, Beqiri
All. Andrea Bonatti

BRESCIA (4-5-1): Festa; Torri (85' Licini), Mangraviti, Zanotti, Baronio; Minessi, Barezzani, Gentili, Ferrari, Galante (60' Nezha); De Paoli
A disp. Mandelli, Gregorio, Marconi, Venturelli.
All. Luciano Bruni

Arbitro: Andrea Tursi (sez. Valdarno). Ass.: Li Volsi - Meocci
NOTE. Ammoniti: 66' Nezha (B).
Recupero: 2' st.

Tutto facile per la Lazio contro il Brescia. Al ‘Fersini’ arriva un altro tre a zero. Proprio come nell’ultima sfida interna contro il Trapani. Apre e chiude Rossi che festeggia 20 gol in campionato, 21 in totale. Nel mezzo c’è tempo e spazio per un bellissimo sigillo di Al Hassan. Nove vittorie consecutive (superata la striscia vincente di Bollini) e primo posto blindato. Grazie ai pareggi di Sampdoria e Fiorentina, la vetta è sempre più proprietà della squadra di Bonatti.

È un vero e proprio testa coda quello tra Lazio e Brescia. Una di quelle partite, almeno sulla carta, già scritte in partenza. Trentatré punti di differenza, otto vittorie consecutive contro sette sconfitte di fila, nessun successo in trasferta per i lombardi (peggior rendimento esterno), seconda miglior difesa contro il peggior attacco. Ma Bonatti ha messo in guardia suoi: non vuole cali di tensione. Se quest’anno la sua squadra ha perso punti per strada lo ha fatto in particolare contro le formazioni di media e bassa classifica. Al ‘Fersini’ mancano Bari e Portanova. A centrocampo allora - al fianco di Folorunsho - altra conferma per Cardoselli, reduce da un ottimo momento di forma. In difesa, al posto di Petro, ecco finalmente Baxevanos. Il greco ha ottenuto il transfer e, dopo oltre tre mesi di soli allenamenti, può finalmente scendere in campo coi compagni. L’approccio è buono: i biancocelesti fanno la partita e schiacciano gli avversari nella loro metà campo. Bezziccheri testa la reattività di Festa. Che alla mezz’ora si rende però protagonista in negativo. Uscita a vuota, Rossi lo anticipa di testa e torna al gol 35 giorni dopo. Una liberazione per uno con la sua media realizzativa. D’altronde, prima della trasferta di Genova, non era mai successo che il bomber viterbese non segnasse per due partite consecutive. Solo una questione di tempo.

Nella ripresa dagli spogliatoi esce una Lazio meno brillante. Il gol di vantaggio sembra quasi far rilassare Rossi e compagni. Ma non può bastare: Bonatti non ci sta e vuole chiuderla. Il tecnico bresciano non si fida della squadra della sua città. E sgancia dalla panchina prima Rezzi, poi N’Diaye. Il numero 15 ha subito una buona occasione in mischia: il pallone gli sbatte sul ginocchio e scappa via. Il Brescia non ha però la forza di impensierire Adamonis. Miceli e un ottimo Baxevanos fanno buona guardia, il portiere lituano non deve mai sporcarsi i guanti. Al 78esimo arriva anche il gol della sicurezza. È un’invenzione di Al Hassan. Mancino morbidissimo da posizione defilata e pallone che Festa osserva insaccarsi alle sue spalle. Quarto centro stagionale, il primo al’Fersini’. Passano sette minuti e capitan Rossi, solo davanti al portiere, completa la festa. Finisce tre a zero. Come contro il Trapani. Intanto la Fiorentina pareggia in casa contro il Cesena e la Sampdoria in trasferta si fa raggiungere dall’Hellas Verona nello scontro diretto. La Lazio non poteva chiedere di meglio: ora i punti di vantaggio dal secondo posto sono sei, addirittura sette dal secondo. Non spezzate questa favola.

Primavera, Sampdoria - Lazio 1-2

Reti: p.t. 22′ Cardoselli, 39′ Cioce rig.; s.t. 27′ Bezziccheri.

Sampdoria (4-2-3-1): Krapikas; Tomic, Leverbe, Pastor, Amuzie (44′ s.t. Tissone); Cioce, Gabbani (37′ s.t. Cuomo); Baumgartner, Balde, Tessiore; Testa.
A disposizione: Cavagnaro, Piccardo, Gilardi, Oliana, Romei, De Nicolo, Criscuolo, Curito.
Allenatore: Francesco Pedone.

Lazio (4-4-2): Adamonis; Spizzichino, Miceli, Petro, Ceka; Bezziccheri (47′ s.t. Muzzi), Bari, Cardoselli (40′ s.t. Folorunsho), Ndiaye (38′ s.t. Djassi); Rossi, Portanova.
A disposizione: Alia, Baxenavos, Spurio, Rezzi, Javorcic.
Allenatore: Andrea Bonatti.

Arbitro: Gariglio di Pinerolo.
Assistenti: Gualtieri di Asti e Lattanzi di Milano.
Note: ammoniti al 22′ s.t. Cardoselli, al 26′ s.t. Balde, al 45′ s.t. Baumgartner per gioco scorretto; recupero 0′ p.t. e 3′ s.t.; spettatori 300 circa; terreno di gioco in sintetico.

Finisce dopo 84 giorni di imbattibilità la marcia della Sampdoria Primavera. Sul sintetico del “Riccardo Garrone” di Bogliasco i blucerchiati di Ciccio Pedone vengono battuti – pur senza meritarlo – dalla capolista Lazio, che prende la fuga e sale a quota 42 punti, lasciando i nostri fermi a 37, superati dalla Fiorentina.
Sostenuto da un folto pubblico – la dirigenza al completo guidata dal presidente Massimo Ferrero, dall’ex presidente Edoardo Garrone più i prima squadra Viviano, Falcone, Skriniar e Schick -, il Doria parte forte: al 9′ Tessiore scambia con Balde e calcia in porta, Adamonis respinge e Testa non ne approfitta. I blucerchiati giocano meglio e al 20′ vanno nuovamente al tiro con Balde, servito da Tessiore. Passa un niente e Baumgartner ci prova invano con il mancino. Meriteremmo noi, ma al 22′ passa la Lazio. Un’ingenuità difensiva permette a Cardoselli di incunearsi centralmente e di battere Krapikas sul palo più lontano. Siamo sotto.
Baumgartner risponde al 28′ con una gran botta dalla distanza ma l’estremo biancoceleste fa ancora buona guardia. La Samp insiste con convinzione e dieci minuti più tardi guadagna un rigore: Cardoselli stende Balde in area, Gariglio non ha dubbi e Cioce trasforma dal dischetto, dedicando il gol al compagno Ferrazzo, infortunatosi seriamente sette giorni fa a Perugia. L’1-1 è sacrosanto, il giusto premio per una buona prima frazione da parte dei nostri ragazzi.
Gli ospiti rientrano in campo con maggior determinazione e al 7′ vanno vicini al nuovo vantaggio con Ndiaye. Tomic e Testa mettono presto in chiaro che il Doria non sta a guardare, spaventando Adamonis con due tiri da fuori. Al 27′, però, la Lazio torna avanti per davvero: Bezziccheri corregge in rete un’insidiosa parabola a rientrare da calcio d’angolo e siamo nuovamente costretti a inseguire. Balde guadagna il fondo, Testa viene murato. Siamo al 34′ e possibilità di rimetterla in piedi diminuiscono. Pedone richiama Gabbani (un mediano) per Cuomo (una punta). Proprio Cuomo la butta dentro all’ultimo assalto ma l’arbitro annulla per un presunto fuorigioco. Finisce così e fa male, ma occorre ripartire.

Primavera, Spezia - Lazio 1-3

Marcatori: 3' Demofonti, 12', 45'+3', 79' Cardoselli

SPEZIA (3-5-2): Barone; Mannucci, Acampora, Della Pina; Candela, Demofonti, Martorelli, Maigini, Cecchetti; Capelli, Suleiman.
A disp. Desjardinis, Mazzini, Gavini, Selimi, Manfredi, Posenato, Cantatore, Giuliani, Monti, Vatteroni.
All. Flavio Giampieretti

LAZIO (4-3-1-2): Adamonis; Spizzichino, Miceli, Petro, Ceka; Cardoselli, Bari, Folorunsho; Bezziccheri; Rossi, Muzzi.
A disp. Alia, Portanova, Spurio, Rezzi, Al-Hassan, N’Diaye, Beqiri.
All. Andrea Bonatti

Arbitro: Niccolò Pagliardini (sez. Arezzo). Ass.: Meozzi - Gnarra

Fanno tutto Miceli e Cardoselli a La Spezia. La squadra di Giampieretti va subito avanti con Demofonti, ma la Lazio la ribalta. Tre calci piazzati del centrale di Bonatti e una tripletta incredibile del centrocampista classe ’98, quindicesimo giocatore a segno in questa stagione. Le vittorie consecutive sono ora sette, eguagliata la striscia di Inzaghi. Il Perugia intanto ferma in casa la Sampdoria. E i biancocelesti festeggiano allora il primo posto in solitaria. In attesa della resa dei conti della prossima giornata.
Atto primo in Liguria. Nella prima delle due trasferte sul golfo, la Lazio si gioca il primato in classifica. Ma la squadra di Bonatti stavolta sbaglia l’approccio. Era successo solo a Cesena quest’anno con il gol di Panico dopo neanche un minuto e il tre a tre di Rossi in pieno recupero. I giri d’orologio a La Spezia sono due e mezzo. Biancocelesti distratti in difesa, Adamonis respinge corto su Capelli e Demofonti a porta vuota non può sbagliare. Al ‘Ferdeghini’ c’è subito da inseguire. Bonatti scuote i suoi dalla panchina. Il tecnico bresciano torna a contare su bomber Rossi, schierato insieme a Bezziccheri e Muzzi. Al Hassan e N’Diaye partono dalla panchina. L’altra sorpresa di formazione si chiama Cassio Cardoselli. Il centrocampista di Anzio viene preferito a Portanova e ripaga la fiducia in una stagione fin qui anonima (complice l’infortunio che lo ha tenuto ai box fino a metà ottobre). Alla quarta presenza stagionale, il classe ’98 ribalta la gara con una doppietta. Il solito Miceli pennella due volte, prima su punizione poi su angolo. Il numero sette si libera della marcatura e ringrazia. Gol di testa e col piatto destro, Barone sul pareggio gli dà anche una mano. A pochi secondi dall’intervallo è la Lazio a condurre.
Diverse le occasioni nei primi quarantacinque minuti. Subito dopo il pari di Cardoselli, un palo pieno di Bari e un pallonetto di poco a lato di Rossi sul pasticcio difensivo dei bianconeri. Nella seconda parte di gara invece meno emozioni. Lo Spezia cerca il pari, la Lazio il gol della sicurezza. Ma i biancocelesti, al netto di una fase difensiva ordinata, non trovano spazi in contropiede. E allora ci pensa ancora la premiata ditta Miceli-Cardoselli. Altra punizione dell’ex Under 17, Cardoselli al volo di destro trova un bellissimo pallonetto. Prima tripletta in carriera dopo l’ultimo centro a Lanciano dello scorso maggio e una giornata davvero da sogno. Un gol in meno di Marco Parolo, che a Pescara sei giorni fa di reti ne aveva realizzate addirittura quattro. La Lazio intanto aspetta notizie dagli altri campi. A Perugia succede di tutto: alla Sampdoria vengono annullate due reti (una al baby Keita), ma i padroni di casa falliscono dal dischetto l’opportunità del vantaggio. Finisce zero a zero. In Toscana invece la Fiorentina batte l’Hellas Verona quattro a tre. La classifica ora sorride davvero: biancocelesti primi in solitaria e due lunghezze di vantaggio sul secondo posto. A Genova per difendere la vetta basterà anche un pareggio.
lalaziosiamonoi