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MURIEL, L’ESITO DEGLI ESAMI STRUMENTALI

MURIEL, L’ESITO DEGLI ESAMI STRUMENTALI

I primi esami strumentali ai quali è stato sottoposto Luis Muriel presso il Laboratorio Albaro – alla presenza dell’avvocato Antonio Romei e del dottor Amedeo Baldari – hanno evidenziato una lesione muscolare al bicipite femorale della coscia destra. Il calciatore inizierà subito le terapie di recupero e sarà sottoposto a nuovi accertamenti periodici lungo il percorso riabilitativo.

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REPORT MEDICO DE VRIJ


REPORT MEDICO DE VRIJ

Il calciatore Stefan de Vrij ha riportato mercoledì scorso durante gli allenamenti con la Nazionale olandese un forte trauma contusivo a carico del III distale della gamba destra con insorgenza di ematoma post-traumatico.

A causa dell’evoluzione del quadro clinico in accordo con lo staff medico olandese e rispettando la volontà del calciatore, lo stesso è ritornato in Italia per essere subito sottoposto a nuovi accertamenti clinici e strumentali che hanno confermato la diagnosi. E’ stata subito impostata la terapia specifica del caso.

Nei prossimi giorni verrà monitorato con nuovi esami clinici e strumentali per consentire la risoluzione completa del problema ed il suo ritorno in campo.

(Foto LaPresse)

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Manolas 'scuote' la Roma, Verratti Juve o Inter

Manolas 'scuote' la Roma, Verratti Juve o Inter

Greco in uscita da Trigoria avvisa club,'Nainggolan?ami pioggia'
"Il mio futuro è nelle mani della Roma: se vuole tenermi sa cosa deve fare, se vuole vendermi non posso fare niente". Il romanista Costas Manolas 'agita' il mercato, e non solo quello dell'etere romano visto che in Italia l'Inter e' alla finestra, e all'estero la Premier e' interessatissima. In realtà il futuro del difensore greco sembra già scritto, nel senso che sembra essere proprio lui il giocatore destinato ad essere sacrificato in estate, quando la Roma dovrà cedere un suo pezzo pregiato per rispettare i paletti del fair play finanziario. Ora rimane da vedere se Manolas andrà all'Inter, che gli sta facendo una corte serrata, o in Inghilterra dove Arsenal, Chelsea e Manchester United si sono dette interessate. La seconda soluzione, quella estera, sarebbe anche quella preferita dalla Roma. E in Premier League potrebbe finire anche Radja Nainggolan, almeno a voler interpretare le parole di Manolas nell'intervista a Premium Sport. "A Nainggolan non piace la pioggia - ha detto il greco suo compagno di squadra

-, ma è tra i più forti del mondo e deve abituarsi pure a quello
se vuole giocare nelle squadre più forti del mondo, perché può farlo, è un fenomeno".

In ogni caso la Roma, che in attesa del definitivo via libero allo stadio ha deciso di puntare sui giovani, ha già in mano una lista di possibili sostituti del suo difensore greco, tra i quali spicca quello del brasiliano Rodrigo Caio, campione olimpico a Rio 2016 con la sua nazionale e seguito a lungo l'anno scorso dalla Lazio. Per il centrocampo potrebbero arrivare Pellegrini, in rientro dal Sassuolo (ma esercitare la 'recompra' costerà dieci milioni al presidente Pallotta), e Kessiè, se davvero la Roma riuscirà a soffiare l'ivoriano dell'Atalanta a una nutrita concorrenza.

Di sicuro fra gli obiettivi dei giallorossi non c'è quel Marco Verratti che continua a dire di trovarsi bene a Parigi ma che piace a mezza Europa. Il Barcellona non nasconde l'intenzione di provarci, ma il diretto interessato, dal ritiro della nazionale, ha lanciato messaggi: "volendo, Juventus e Inter hanno i soldi per acquistarmi. Ora sto bene al Psg, ma se andar via non sarebbe un problema".

Nella Capitale si muove sotto traccia anche la Lazio, che sta definendo con il Genoa la trattativa per portare a Formello il 'Cholito' Simeone e Mattia Perin, che tra i palli andrebbe a prendere il posto di Marchetti. Simone Inzaghi perderà Keita Balde, destinato al Milan, mentre l'Everton ha offerto 35 milioni per Stepahn De Vrij, un altro probabile partente. Ora bisognerà vedere se questa cifra andrà bene al presidente Lotito, uno che i suoi gioielli non li svende mai

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CALLEJON: "CONTRO LA JUVENTUS DUE SFIDE DIFFICILI MA ESALTANTI"

 CALLEJON: "CONTRO LA JUVENTUS DUE SFIDE DIFFICILI MA ESALTANTI"

"Contro la Juventus ci aspettano due sfide difficili ma anche esaltanti e affascinanti. Vogliamo ottenere il massimo". Josè Callejon è chiaro e diretto ai microfoni di Radio Kiss Kiss. L'attaccante azzurro parla anche del match contro l'Empoli e della prestazione azzurra contro il Real Madrid, sua ex squadra.

"A Empoli abbiamo fatto un primo tempo meraviglioso, dovevamo andare in campo con la stessa testa anche nel secondo tempo perché le partite possono decidersi anche nel finale e noi siamo calati un pochino, ma il successo è giusto perchè lo abbiamo meritato".

Si ritorna al doppio confronto con il Real e ai complimenti ricevuti dal Napoli: "Nella doppia sfida siamo stati in partita e ce la siamo giocata anche mettendoli sotto. Potevamo segnare il 2-0 in casa, abbiamo avuto le opportunità, poi il calcio è fatto anche di dettagli ed episodi. Ma ciò che mi ha colpito è che alla fine alcuni calciatori del Madrid mi hanno detto che non avevano mai affrontato una squadra che gioca bene come il Napoli e questo per noi è un orgoglio. Siamo consapevoli di essere un gruppo di qualità e che possiamo competere con tutti se giochiamo come sappiamo. Vogliamo conquistare il secondo posto perché quello è il nostro obiettivo. E cercheremo di dare il massimo per poter giocare la finale di TIM Cup".

Tutta la città sta aspettando la prima settimana di aprile con il doppio duello contro la Juventus: "La Juventus è una grande squadra ma anche noi, se giochiamo con la giusta mentalità siamo una grande squadra. Sarà una doppia sfida molto difficile ma cercheremo di ottenere il massimo. Vogliamo un San Paolo strapieno per entrambe le sfide per fare grandi cose tutti insieme. Vincere a Napoli sarebbe un sogno per tutti noi. Ci proviamo e ci proveremo sempre in futuro e speriamo di avere opportunità per regalare vittorie ai tifosi azzurri".

Poi un pensiero alla città di Napoli anche legato ad un messaggio molto commovente scritto sui social dalla moglie Marta: "Io amo Napoli e anche mia moglie è innamorata di questa città, lo ha scritto anche ed io l'ho aiutata perchè per noi vivere qui è stupendo. Il primo impatto non è semplice, poi giorno dopo giorno scopri un popolo meraviglioso ed un ambiente incantevole. E’ davvero un luogo fantastico per vivere e giocare al calcio".

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GABIGOL: "SONO FELICE ALL'INTER, RINGRAZIO TUTTI PER L'AFFETTO"

GABIGOL: "SONO FELICE ALL'INTER, RINGRAZIO TUTTI PER L'AFFETTO"

L'ospite della puntata di Caffè Doppio è Gabriel Barbosa, che si è raccontato ai microfoni di Inter Channel, cominciando proprio parlando della sua infanzia: "Sempre con il pallone. Anche mio padre ha giocato, ma si è fatto male al ginocchio e per questo ha dovuto abbandonare il calcio, perché prima non era come oggi. Mio padre era tifosissimo del Santos, ha parlato con i dirigenti e così sono andato lì insieme a tutta la mia famiglia. Mi hanno accolto bene, ho imparato molte cose".

Sul passaggio poi in nerazzurro: "Mi piace Milano e mi piace l'Inter, sono felice qui. Durante il riscaldamento allo stadio mi emoziono, è bellissimo essere qui, voglio ringraziare tutti, sono anche io un tifoso dell'Inter e spero di poter ricambiare l'affetto in campo".

E tra Italia e Brasile ci sono delle differenze, climatiche e non solo: "Sicuramente l'Italia è un paese diverso rispetto al Brasile, c'è il freddo. Mi piace la pasta, la mangio anche in Brasile, qui poi ci sono molti ristoranti brasiliani e per questo il Brasile non mi manca. Qui poi sono con la mia famiglia, e questo mi aiuta, anche se per loro è più difficile, soprattutto per mia sorella che ha 15 anni e va a scuola. La famiglia per me è molto importante".

Altri interessi? "Mi piace il basket, ogni tanto ci gioco anche, qui al Centro Sportivo Suning e a casa in Brasile ho il canestro. Gioco con il destro. A ping pong sì, anche con il destro. Mi piace girare le città, ho visto Milano, sono stato a Roma durante il giorno libero. I miei amici qui? Ho il fisioterapista, poi c'è Rodrigo, in più due amici del Brasile. Mi piace usare i social, Instagram, Twitter. Sono diverso rispetto a quando sono arrivato. Ho studiato l'italiano, mi piace, è una bella lingua. Mi piace anche la musica italiana, la ascolto, così come il reggaeton. Nel tempo libero? Gioco alla PlayStation, vado a cena con amici, poi mi alleno anche a casa oltre che ad Appiano".

Sull'obiettivo stagionale dell'Inter: "Possiamo fare bene in queste partite che mancano. Abbiamo il derby, poi il Napoli e la Lazio in trasferta, abbiamo grandi giocatori e possiamo fare bene".

"Quando ho segnato a Bologna? Ho tanti modi di esultare, quel gol per me è stato speciale perché è stato il primo. Ringrazio Dio per quello che ho vissuto quel giorno, e ringrazio anche i tifosi e i miei amici", ha poi aggiunto Gabigol.

(Foto LaPresse)

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TORINO, ALLENAMENTO CON IL PINEROLO

 TORINO, ALLENAMENTO CON IL PINEROLO

Partita di allenamento per il Torino alla Sisport contro una selezione del Pinerolo, formazione che milita nel campionato di serie D.

Il tecnico Mihajlovic - per completare l’organico quasi dimezzato dalle assenze dei granata convocati nelle rispettive Nazionali e di Carlao e Rossettini che hanno ancora svolto un lavoro personalizzato – ha implementato la rosa convocando alcuni elementi della Berretti. Poco significativo il risultato finale (11-0), al cospetto di una sessione che invece ha evidenziato il netto miglioramento delle condizioni dei calciatori reduci da infortunio.

Per la cronaca, tripletta di Iago Falque, doppietta di Maxi Lopez e reti di Boyè, Obi, Acquah, Ljajic e Iacuaniello. Il Torino riprenderà la preparazione questo pomeriggio con una sessione a porte chiuse.

(Foto LaPresse)

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Il pallone racconta: Emiliano Mondonico, di Vanni Zagnoli

Il pallone racconta: Emiliano Mondonico, di Vanni Zagnoli

I 70 anni del mister che ha sconfitto 3 volte la malattia

Variamo il tema, per i 70 anni di Emiliano Mondonico, ricorsi di recente. Gli facciamo compilare gli 11 della sua storia, oltre a raccontarlo in lungo, ripescando brani di chiacchierate che ci ha concesso nel tempo, più volte.

Mister, come schieriamo le sue squadre migliori?
“4-4-2, forse, ma dipende dai giocatori che ho a disposizione. Praticavo anche il 3-4-3 e il 3-5-2, è legato alla mobilità degli attaccanti, per mettere in difficoltà gli avversari. I 90’ non sono mai la parte continua di quanto hai preparato in settimana, si può cambiare a prescindere e magari le sostituzioni servono o a parare le difficoltà. Tutti devono essere in grado di svolgere le loro mansioni e andare oltre, dunque un difensore può fare il quarto centrocampista, al posto di un esterno, che è bene sappia fare anche l’interno”.

Allora, partiamo con il top 11 dei suoi giocatori, in un terzo di secolo di carriera in panchina.
“Ci sto, volentieri: Marchegiani fra i pali, è bravo anche come commentare, a Sky; Fusi libero e Fortunato davanti alla difesa: era fra i migliori nel gioco aereo, determinante sulle palle alte. Naturalmente poi c’è da piazzare Vialli”.

Stradivialli, per Gianni Brera…
“Già…”.

Aspetti, allora, rifacciamo. Il top 11 del suo Toro.
“Scelgo in particolare la stagione ’91-’92, con terzo posto e la finale di coppa Uefa persa con l’Ajax, con la doppia traversa di Amsterdam, e la presidenza Borsano. Perciò: Marchegiani; Mussi, Bruno, Annoni, Cravero, Policano; Scifo, Fusi, Vasquez; Lentini, Casagrande. Il 5-3-2 va bene, poi si può derogare, adattare”.

Molto bene. Avanti con il top 11 di ogni tempo, suo.
“Qui opto per il 4-2-3-1: Marchegiani; Mussi, Maccoppi (Como), Fusi, Bruno (Como); Stromberg (Atalanta), Fortunato; Lentini, Scifo, Caniggia (Atalanta); Vialli (Cremonese)”.

Eccellente, la nostra richiesta è stata di rappresentare non solo il Torino, ovviamente.
“Giusto”.

Peschi nella memoria, il top dei suoi compagni, da calciatore.
“Va bene; Vieri; Poletti, Puia, Cereser, Fossati; Ferrini, Agroppi, Moschino”.

Ma chi è Moschino?
“Un regista del Torino anni 60, si piazzava davanti ai due centrocampisti più insidiosi, si buttava negli spazi. Davanti, me, Mondonico, Combin e Facchin”.

Nestor Combin? Apperò…
“Sì, fui compagno del mito”.

Va beh, qui ha voluto mettere solo Toro…
“Perchè era un gran bel Toro. Allenato da Edmondo Fabbri”.

Il mondino poi al Mantova, che trasformò nel piccolo Brasile, meritando la nazionale.

Il 9 marzo scorso è stato il suo compleanno, raccontato a Il Giornale, a Luigi Guelpa, freelance vercellese. “Devo lottare ancora, la malattia è tornata. Le battaglie più difficili le sto combattendo per mettere al tappeto la brutta bestia che bussa alla mia porta, ma io non mi arrendo. Se tornerò ad allenare? La malattia non mi permette di essere al 100% e se non sei al massimo non puoi buttarti nella mischia. Mi consolo con quelle 5 cose terribili che mi hanno tolto dallo stomaco”.

Un’altra nostra chiacchierata telefonica fu 4 anni e mezzo fa, per il quotidiano cattolico Avvenire. Ne proponiamo uno stralcio, per evidenziare l’opinionismo mai banale.
Emiliano Mondonico non alzerebbe più la sedia, per protestare con l’arbitro di Ajax-Torino. Vent’anni fa, ad Amsterdam, si giocò l’unica finale europea della storia granata. “Cravero in area si buttò, ingannando pure me”.
Il Mondo sta seduto negli studi televisivi, non più in panchina, un anno dopo la doppia operazione.
“Faccio i controlli ogni 3-4 mesi, ne ho appena effettuato uno, del male non risulta più nulla. Vado alla Domenica Sportiva e seguo la Nazionale per la Rai, aspettando una squadra. Come sempre alleno chi combatte la dipendenze da alcool e droga, a Rivolta d’Adda: al mio paese sto tranquillo, non mi può capitare l’esonero di Novara...”.
A quante panchine è arrivato, da professionista?
“Vicino alle 1100, comunque inseguo quel traguardo. Ho 65 anni, ma non vado in pensione, guai esporre bandiera bianca e alzare le mani. Rientrare non dipende da me, l’unica soluzione sarebbe avere tanti soldi da comprarmi una squadra e allora farne l’allenatore, il presidente e magari persino il giocatore part-time”.

Ps. Emiliano Mondonico non usa il computer, dunque non ha la mail e solo la figlia Clara gli potrà mostrare questo racconto. Vivono a Rivolta d’Adda, lei lavora in banca. Le avevamo chiesto di scrivere lei l’articolo celebrativo del compleanno del papà. “Non ho tempo”. Purtroppo, perché sarebbe stato qualcosa di unico. Ci ha chiesto di non parlare della malattia, l’hanno fatto in tanti. Per fortuna sta bene, perché il tutto è superato. E l’abbiamo visto volentieri alla Domenica Sportiva, due settimane fa.
In un mondo in cui grandi e piccoli allenatori e personaggi e personaggi non rispondono, non ascoltano i whatsapp, non rispondono alla posta elettronica, Emiliano è unico. Mai ha fatto differenze di testate, si è raccontato con noi anche per L’Unità e il Gazzettino del nordest, senza mai mettere il timer al minutaggio, all’interesse, al tutto. Senza dirottarci a segretari e addetti stampa. Ma il Mondo è così, si farebbe intervistare anche dai tifosi. Unico. Auguri, da tutto il mondo…

Vanni Zagnoli

 

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RAFFAELE VRENNA SI DIMETTE DALLA PRESIDENZA DELL’FC CROTONE


RAFFAELE VRENNA SI DIMETTE DALLA PRESIDENZA DELL’FC CROTONE

Raffaele Vrenna si dimette dalla carica di presidente del Crotone. L'imprenditore calabrese dà l'annuncio in un comunicato nel quale spiega di lasciare la presidenza del club "dopo 25 anni con molta tristezza" a causa di "una diversa visione sulla gestione e sulle strategie di sviluppo aziendali".

Vrenna rilevò il Crotone nel 1992 portandolo in soli sette anni dalla prima categoria alla serie B. Poi, nel 2015-2016, è arrivata anche la storica promozione in Serie A TIM che "è stata da qualcuno accostata alla conquista dello scudetto in Premier League da parte del Leicester", sottolinea lo stesso Vrenna.

"Lascio il Crotone Calcio dopo 25 anni con molta tristezza - si legge nel messaggio di Vrenna -. Con questa squadra ho vissuto stagioni incredibili e compiuto un'impresa che rimarrà nella storia del calcio non soltanto crotonese e calabrese, ma anche italiana e non solo, tanto che la nostra promozione in Serie A TIM è stata da qualcuno accostata alla conquista dello scudetto in Premier League da parte del Leicester City. Chi conosce Crotone sa che è una piccola città, ma con un grande cuore e una grande tifoseria. Nel congedarmi, desidero ringraziare tutte le persone che hanno lavorato con me in questi anni contribuendo a tutti i successi ottenuti".

"Per una diversa visione sulla gestione e sulle strategie di sviluppo aziendali - conclude Vrenna - lascio l'FC Crotone e continuo la mia attività imprenditoriale nei settori ambiente ed energia, con le società appartenenti al mio nuovo gruppo RVL group, con la mission di ampliare tali settori di intervento in nuovi ambiti con forti contenuti di innovazione, nel turismo e in nuovi mercati nazionali e internazionali".

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