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REPORT MEDICO DI FRANCESCO


REPORT MEDICO DI FRANCESCO

La squadra è tornata ad allenarsi a Casteldebole in preparazione a Bologna-Udinese di domenica. Lavoro atletico e una serie di partitelle a tema per i rossoblù. Differenziato per Filip Helander e Luca Rizzo, terapie e differenziato per Simone Verdi, terapie per Adam Nagy, Antonio Mirante e Juan Valencia.

Federico Di Francesco nel corso della gara di Bergamo ha riportato un trauma distorsivo al ginocchio sinistro con lieve interessamento del collaterale mediale. Tempi di recupero: 2-3 settimane circa.

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MONCHI: "L'OBIETTIVO E' CONSOLIDARE LA ROMA NELL'ELITE EUROPEA"

MONCHI: "L'OBIETTIVO E' CONSOLIDARE LA ROMA NELL'ELITE EUROPEA"

Nella sua seconda giornata da nuovo Direttore Sportivo del club, Monchi ha rilasciato la prima intervista a Roma TV, nella quale ha raccontato le sue prime impressioni da romanista e le sue aspirazioni per questa nuova avventura:

“L'obiettivo è cercare di consolidare la Roma non soltanto ai vertici del calcio italiano, dove già si trova, ma anche nella élite del calcio europeo”, ha dichiarato il 48enne spagnolo. “A breve termine è quello di insediarmi qui alla Roma e di conoscere l'identità, la filosofia del Club, in altre parole avvicinarmi al Club. Successivamente, creare insieme a Ricky Massara una direzione sportiva che sia il più professionale possibile, perché ritengo che lì risieda uno dei segreti dei futuri successi. Questo per quanto riguarda gli obiettivi a breve termine".

Cosa prova di fronte a questa nuova sfida?
“Ho molta voglia di ricambiare l’affetto e l’interesse che presidente, club e dirigenti hanno mostrato nei miei confronti e molta voglia di iniziare a lavorare e a costruire la migliore Roma possibile”.

Ha ricevuto diverse offerte, cosa l’ha spinta a scegliere la Roma?
“È stato l’interesse mostrato dal Club e la determinazione nel volermi qui. E poi il Club in quanto tale: un Club che a mio avviso si adatta perfettamente al mio modo di lavorare. Un Club che vuole crescere, ambizioso e che vuole lottare per traguardi importanti, una città magnifica, una tifoseria molto importante. Credo che ci siano tutti i presupposti per poter lavorare bene”.

Ha portato il Siviglia a livelli altissimi: quanto è importante la programmazione?
“La pianificazione del lavoro è molto importante. Al Siviglia abbiamo costruito, con il contributo di tutti, un modello che è cresciuto gradualmente e che ha raggiunto risultati inimmaginabili. Credo che la Roma abbia già costruito molto, bisogna però continuare a costruire e sono convinto che con una buona programmazione, con le persone e le infrastrutture di cui la Roma è dotata, si possano raggiungere obiettivi importanti”.

Come viene vista la Roma nel mondo?
“È una visione molto positiva, quella di un club grande che rappresenta una delle maggiori città del mondo. Un club con una storia importante e che ha grandi potenzialità per il futuro”.

Che messaggio le ha trasmesso il presidente Jim Pallotta?
“Il Presidente mi ha trasmesso entusiasmo, ambizione, voglia di raggiungere obiettivi importanti e molta fiducia. In tutte le occasioni mi sono sentito molto vicino, in sintonia con lui. E pur parlando lui l’inglese e io lo spagnolo, in ambito professionale abbiamo sempre parlato la stessa lingua”.

I tifosi la hanno accolta con molto entusiasmo: ha un messaggio per i loro?
“È vero, ho sentito tutto l’affetto dei tifosi sia ieri a Pescara che sui social network e l’unico modo che ho di ricambiare è attraverso qualcosa di cui sono dotato in abbondanza: entusiasmo, voglia di lavorare e la speranza che in futuro possano essere felici del mio lavoro”.

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MARCHISIO: "VINCERE TUTTO? DOBBIAMO CREDERCI"


MARCHISIO: "VINCERE TUTTO? DOBBIAMO CREDERCI"

"Come ha sempre detto il mister, e come del resto sapevo anch'io per esperienza di altri compagni che sono passati da questo infortunio, per recuperare ci vuole circa un anno. Un anno nel quale ho avuto alti e bassi, che sono riuscito sempre a gestire nel migliore dei modi". Così Claudio Marchisio, ai microfoni di Sky e Mediaset, ha fatto il punto sulla propria condizione, spiegando: "Quando sono rientrato stavo molto bene ma dovevo fare attenzione a non avere ricadute muscolari, che fortunatamente non ci sono mai state. Avevo già messo in preventivo un anno con qualche difficoltà, ma sono contento di non avere mai avuto grossi problemi e di essere riuscito ad allenarmi con continuità. Ora sto bene e sta soprattutto bene la squadra, che è quello che conta di più, in questo momento fondamentale della stagione".

QUALCHE PRESENZA IN MENO, IN UN GRANDE GRUPPO
"Personalmente ciò mi ha aiutato, al di là dell'essere in campo o meno, è stato vedere la squadra aumentare le proprie potenzialità e la propria consapevolezza mese dopo mese. Vedere un gruppo sempre positivo, che ha voglia di arrivare a grandi obiettivi, al di là del fatto di poter giocare o meno, ti trascina. Questo non vale soltanto per me, ma anche per altri compagni che hanno giocato di meno: abbiamo tutti voglia di dimostrare e di scendere in campo, ma veniamo trascinati dalla forza di un gruppo che vuole raggiungere un grande traguardo. Qualsiasi giocatore che indossi la maglia della Juventus preferisce giocare meno partite ma vincere alla fine dell'anno, piuttosto che giocarle tutte ma non vincere nulla. Per il bene della squadra bisogna essere sempre positivi per arrivare a grandi traguardi, e questo gruppo lo è".

UN UNICO OBIETTIVO, CHE NON STANCA MAI: VINCERE
"Non mi stufo proprio per niente, anche perché arrivo da un infortunio importante, e avevo messo in preventivo che in questo anno ci sarebbe stato qualche problema. Dopo un infortunio così, ti cambiano molti movimenti che prima erano naturali, devi resettare la tua testa e il tuo corpo a determinate situazioni. Se arriverà questo sesto Scudetto sarà sicuramente il più importante per me, insieme al primo. Il primo perché era tanto che non si vinceva e non avevo mai vinto nulla; questo perché vincerne sei di fila sarebbe davvero qualcosa di incredibile. Poi, però, non bisogna fermarsi...".

UN NUOVO MODULO, PER UNA SQUADRA IN CUI TUTTI DANNO IL MASSIMO
"Sono sempre stato pronto: quasi ogni anno ci sono cambi di modulo e di posizione, l'adattamento per me non è mai stato un problema. Ora, con questo modulo, abbiamo trovato un equilibrio importante in ogni reparto, con Mario che fa un ruolo che sicuramente non è quello che ha rivestito da quando ha iniziato a giocare, ma lo sta facendo in maniera esemplare, dando un grande esempio di sacrificio a tutta la squadra e recuperando palloni fondamentali che, di regola, un attaccante non ha nelle proprie corde".

NUOVA CONSAPEVOLEZZA EUROPEA
"Vincere una sfida così importante contro il Barcellona aumenta sicuramente la consapevolezza in tutti noi per poter credere in un grande finale di stagione. Si parlava di un Barcellona a “fine ciclo”, ma non è assolutamente così, abbiamo visto nell'ultima partita contro il Real Madrid quanto siano forti e importanti i loro giocatori, che non mollano mai. Quindi c'è da dar merito a questa squadra, che in questi anni, piano piano, è cresciuta tantissimo, dando tanta fiducia a noi stessi e la consapevolezza agli avversari che affrontare la Juve non è così semplice. In questi anni abbiamo vissuto momenti importanti: tornare a vincere ha portato la squadra ad avere maggiore consapevolezza nei propri mezzi in Italia, e man mano anche in Europa. Da tre anni a questa parte, gli avversari hanno un'idea diversa quando affrontano la Juventus: due anni fa siamo arrivati in finale, l'anno scorso siamo usciti agli Ottavi contro una grande squadra come il Bayern e con un'ottima prestazione da parte nostra. Quest'anno stiamo confermando di avere superato quella fase in cui la Juventus non riusciva ad essere importante in Europa".

LA FORZA DELLA JUVE
"La nostra forza è sicuramente il gruppo. Quest'anno sono arrivati altri giocatori importanti, che si sono subito inseriti al meglio, in un contesto che già da anni dimostra il proprio valore. Da quando è arrivato il mister, ogni anno abbiamo fatto dei cambiamenti di modulo, e questo è stato un bene per la squadra, che ha avuto la voglia e l'intenzione di mettersi a lavorare per il cambiamento. Questo è stato sicuramente qualcosa di positivo, come sta dimostrando il nostro cammino in questa stagione. Siamo una squadra che non molla mai niente: si è visto soprattutto nelle due partite contro il Barcellona: all'andata abbiamo spinto molto per cercare più gol possibili in casa, per arrivare al Camp Nou dove, soprattutto a livello emotivo e caratteriale, la squadra è stata un muro impenetrabile".

CON IL MONACO, RISPETTO E PIEDI PER TERRA
"L'esaltazione deve esserci soltanto durante la partita, dobbiamo avere voglia di dimostrare e fare sempre di più. Bisogna avere sicuramente grande rispetto del Monaco: forse delle quattro squadre rimaste in corsa in Champions è la meno blasonata, però se è arrivata qui e se l'abbiamo già incontrata negli ultimi anni, è perché sta dimostrando non soltanto in Francia ma anche in Europa di avere le carte in regola per potersela giocare fino in fondo. Ha eliminato avversari importanti, e sappiamo bene che saranno due partite molto difficili".

ED ORA L'ATALANTA
"L'Atalanta sta facendo una stagione incredibile, grazie ad un allenatore che conosciamo bene. Hanno un gruppo importante, che si è amalgamato subito bene con il nuovo tecnico, e che sta dimostrando la propria qualità fin dall'inizio dell'anno, con grande continuità ed ottima forma. Però stiamo bene anche noi, dobbiamo andare a Bergamo e cercare di fare risultato perché, anche se i punti di distacco sono importanti, noi vogliamo arrivare a raggiungere il traguardo il prima possibile, portando a casa tre punti fondamentali".

SCUDETTO, TIM CUP, CHAMPIONS: LA JUVE CI CREDE
"E' un obbligo crederci: a questo punto della stagione, con i punti di vantaggio che abbiamo in campionato, qualificati per la semifinale di Champions e in finale di TIM Cup, non possiamo non crederci, anzi bisogna essere convinti di poterlo fare".

25 APRILE 2016, ESATTAMENTE UN ANNO FA LA JUVE SCRIVEVA LA #HI5TORY
"Un anno fa arrivò lo Scudetto proprio nel momento in cui mi stavo operando al ginocchio, quindi per me era un momento particolare. Da un lato c'era la gioia di avere vinto il quinto titolo consecutivo, dall'altro la consapevolezza che avrei avuto davanti mesi importanti di lavoro e sacrificio per tornare in campo. E' passato un anno e la cosa più importante è sapere che ora possiamo giocarci tutto: quest'anno siamo in corsa su tutti i fronti, abbiamo davanti a noi due semifinali di Champions, una finale di TIM Cup e partite importanti in campionato davanti a noi, quindi sarà un periodo importante da gestire al meglio".

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LA ROMA SI PORTA A +4 SUL NAPOLI

LA ROMA SI PORTA A +4 SUL NAPOLI

La Roma sfrutta al meglio il pareggio di ieri del Napoli per allungare in classifica sui partenopei. I giallorossi vincono infatti 4-1 a Pescara e si portano a +4 sulla formazione di Sarri, riducendo anche le distanze dalla capolista, che pare comunque difficilmente raggiungibile nonostante lo scontro diretto in programma il prossimo 14 maggio. Resta comunque apertissima la corsa all'ambito secondo posto perchè la squadra di Spalletti è attesa da un trittico non agevole (Lazio, Milan e, come detto, Juventus) che lascia speranze di rimonta al Napoli. Saluta la categoria il Pescara, che dista 15 punti dalla quartultima e, in tutti i casi di arrivo alla pari con le formazioni che lo precedono, non sarebbe mai in vantaggio.

Questa sera la Roma ha chiuso la partita nel giro di quattro minuti a cavallo dei due tempi. Sul finire del primo (al 44' e 45') vanno a segno Strootman e Nainggolan, che ringraziano per gli splendidi assist El Shaarawy e Dzeko. Ad inizio ripresa Salah firma il tris piazzando un sinistro a fil di palo dal limite, poi l'egiziano raddoppia depositando nella porta vuota un altro assist del generoso El Shaarawy. Nel finale il Pescara accorcia con Benali e pareggia il conto dei legni con Biraghi che su punizione colpisce il palo nella stessa porta dove Nainggolan ad inizio gara aveva preso la traversa.

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Serie A, i marcatori

Serie A, i marcatori


Classifica marcatori del campionato di calcio di Serie A dopo la 33/a giornata (domani Pescara-Roma):

- 25 reti: Dzeko (Roma); Belotti (1 rigore-Torino).

- 24 reti: Icardi (2-Inter).

- 23 reti: Higuain (Juventus).

- 21 reti: Mertens (1-Napoli).

- 20 reti: Immobile (4-Lazio).

- 16 reti: Borriello (1-Cagliari).

- 14 reti: Gomez (1-Atalanta); Kalinic (1-Fiorentina); Insigne (1-Napoli).

- 13 reti: Bacca (3-Milan);

- 12 reti Falcinelli (2-Crotone); Iago Falque (2-Torino)

- 11 reti: Simeone (1-Genoa); Keita (1-Lazio); Hamsik (Napoli); Salah (Roma).

- 10 reti: Bernardeschi (3-Fiorentina); Perisic (Inter); Nestorovski (1-Palermo); Muriel (3-Sampdoria); Thereau (Udinese).

- 9 reti: Dybala (3-Juventus); Callejon (Napoli); Schick (Sampdoria); Defrel (Sassuolo); D. Zapata (1-Udinese).

- 8 reti: Dzemaili (Bologna); Pellissier (1-Chievo); Babacar (1-Fiorentina); Caprari (1-Pescara); Nainggolan (Roma); Quagliarella (1-Sampdoria); Ljajic (1-Torino).

- 7 reti: Caldara (Atalanta); Destro (Bologna); Inglese (Chievo); Candreva (Inter); Suso (1-Milan); Perotti (7-Roma); Matri (Sassuolo).

- 6 reti: Conti, Kessie (2) e Kurtic (Atalanta); Birsa (Chievo); Mchedlidze (Empoli); Mandzukic (Juventus); Banega (Inter); Lapadula (1-Milan); Pellegrini (1-Sassuolo).

- 5 reti: Petagna (Atalanta); Verdi (Bologna); Joao Pedro e Sau (Cagliari); Khedira, Pjanic (Juventus); Parolo (Lazio); Milik (Napoli); Rispoli (Palermo); Benali (Pescara); Bruno Fernandes (Samp); Baselli e Benassi (Torino); Perica (1), Fofana e Jankto (Udinese).

- 4 reti: Freuler (Atalanta); Castro e Meggiorini (Chievo); Maccarone (2-Empoli); Ilicic (1) e Tello (Fiorentina); Biglia (3-Lazio); Pasalic (Milan); Quaison (Palermo); El Shaarawy (Roma); Berardi (2-Sassuolo).

- 3 reti: Di Francesco (Bologna); Melchiorri e Farias (1-Cagliari); Simy, Ferrari e Stoian (Crotone); Ntcham, Ocampos (1) e Pavoletti (Genoa); El Kaddouri (Empoli); Bonucci (Juventus); Banega, Brozovic, D'Ambrosio, Eder e Joao Mario (Inter); F. Anderson e Milinkovic (Lazio); Bonaventura, Kucka e Niang (Milan); Gabbiadini (1) e Zielinski (Napoli); Chochev (Palermo); Paredes e Strootman (Roma); Politano e Ragusa (1); Saponara (Torino/Empoli); De Paul (Udinese).

- 2 reti: Cristante, Masiello (Atalanta); Viviani (Bologna); Capuano, Dessena, Ionita, Di Gennaro (Cagliari); De Guzman (Chievo); Trotta (1), Palladino (1-Crotone); Pucciarelli (Empoli); Badelj, Astori, Chiesa, Vecino e Zarate (Fiorentina); Hijemark, Ninkovic e Rigoni (Genoa); Gagliardini (Inter); A.Sandro, Cuadrado, Chiellini e Rugani (Juventus); Radu, Lulic (Lazio); Deulofeu e Locatelli (Milan); Chiriches e Tonelli (Napoli); Bahebeck, Cerri, Campagnaro e Manaj (Pescara); Fazio, Peres e Totti (2-Roma); Barreto (Sampdoria); Acerbi e Ricci (1-Sassuolo); Acquah e Maxi Lopez (Torino); Danilo (Udinese).

- 1 rete: D'Alessandro, Grassi e Pinilla (1-Atalanta); Helander, Krejci, Masina, Pulgar, Taider e Torosidis (Bologna); Isla, Bruno Alves, Padoin, Han Kwang-Song (Cagliari); Cacciatore, Cesar, Gamberini, Gobbi e N. Rigoni (Chievo); Ceccherini, Rosi e Sampirisi (Crotone); Thiam, Bellusci, Costa, Krunic e Pasqual (1-Empoli); Borja Valero, Gonzalo Rodriguez, Sanchez (Fiorentina); Gakpe', Laxalt, Lazovic e Pandev (Genoa); Gabigol e Kondogbia (Inter); Benatia, D. Alves, Hernanes, Lichtsteiner, Marchisio (Juventus); Crecco, Cataldi, De Vrij, Hoedt, Lombardi, Luis Alberto, Murgia, Wallace (Lazio); Bertolacci, Mati Fernandez, Paletta, Romagnoli e C.Zapata (Milan); Giaccherini, Koulibaly, Maksimovic (Napoli); Goldaniga, Gonzales, Jajalo, Sallai, Trajkovski (Palermo); Aquilani, Biraghi (1), Brugman, Memushaj e Muntari (Pescara); Alvarez e Praet (Sampdoria); Acerbi (1), Adjapong, Antei, P. Cannavaro, Iemmello, Mazzitelli e Sensi (Sassuolo); Zappacosta, Ajeti, Martinez, Moretti e Rossettini (Torino); Angella, Felipe (Udinese).

Autoreti:

- 2: Mbaye (Bologna); Izzo (Genoa).

- 1: Ceppitelli (Cagliari); Dainelli (Chievo); Costa e Skorupski (Empoli); Munoz, Organ e Rubinho (Genoa); Handanovic, Icardi (Inter); Alex Sandro (Juventus); Kucka e Paletta (Milan); Hysaj (Napoli); Goldaniga (Palermo); Campagnaro (Pescara); Terranova e Acerbi (Sassuolo); Ajeti (Torino).

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LA JUVENTUS PROSEGUE LA CORSA IN TESTA AL CAMPIONATO

LA JUVENTUS PROSEGUE LA CORSA IN TESTA AL CAMPIONATO

La Juventus vede il traguardo finale alla portata dopo la terza vittoria consecutiva in campionato. I bianconeri, superando il Genoa, si portano a +11 sulla Roma, seconda in classifica, in campo domani sera a Pescara. Un vantaggio che, se anche dovesse scendere a 8, induce all'ottimismo anche i più scaramantici tifosi bianconeri con sole 5 giornate da disputare. E sale a 33 il numero di vittorie casalinghe consecutive, un primato destinato a segnare a lungo la storia del calcio italiano.

Questa sera la squadra di Allegri è scesa in campo determinata a non lasciarsi sfuggire l'occasione per avvicinarsi al sesto titolo consecutivo, chiudendo il primo tempo in vantaggio di tre reti. Sblocca al 17' un'autorete di Munoz, indotto all'errore da una percussione a centro area di Marchisio, al 18' sinistro a fil di palo di Dybala dal limite, al 41' splendido destro al volo di Mandzukic. Nella ripresa Bonucci parte dalla linea di centrocampo e va a segnare con un violento destro dal limite con una discesa da centravanti. Poi la Juventus potrebbe arrotondare, ma i legni fermano il risultato sul 4-0. L'incrocio respinge infatti un perfetto sinistro di Marchisio, seguito poi dal palo colpito in acrobazia da Higuain. Poco dopo tocca ad Asamoah colpire dal limite il palo esterno. C'è tempo anche per vedere l'esordio stagionale di Mandragora, che a maglie invertite, 3 anni fa, aveva disputato la sua prima partita in A.

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SALVEZZA: VINCONO EMPOLI E CROTONE


SALVEZZA: VINCONO EMPOLI E CROTONE

Si infiamma la lotta per la salvezza con le recenti accelerazioni di Empoli e Crotone. La formazione di Martusciello chiude la doppia insidiosa trasferta del Franchi e di San Siro con 2 successi, raccogliendo 6 punti non pronosticabili una settimana fa. Quella di Nicola espugna Marassi e infila la terza vittoria nelle ultime quattro gare. Cresce di conseguenza la preoccupazione in casa Genoa, che viaggia a +6 sulla terzultima e fara' visita stasera alla capolista.


L'Empoli a San Siro si porta addirittura sul doppio vantaggio. Nel primo tempo segna Mchedlidze di testa al 40', nella ripresa raddoppia di destro Thiam al 70'. In mezzo, con possibilità di pareggio, il rigore fallito da Suso ad inizio ripresa. Al 72' Lapadula accorcia con un sinistro dal limite che si infila alla base del palo, ma poi i toscani resistono all'assalto finale dei padroni di casa che vedono tutte le speranze esaurirsi sulla traversa di Ocampos.

Il Crotone passa invece a Marassi in rimonta, dopo aver chiuso la prima frazione sotto di un gol realizzato da Schick al 20' con una splendida azione personale. Nel secondo tempo però la formazione di Nicola si riscatta: prima pareggia col solito Falcinelli che risolve sotto porta al 67', poi passa con Simy, in gol un minuto prima di quanto aveva fatto settimana scorsa a Torino.

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KEITA SI GUADAGNA IL PALLONE DELLA PARTITA

KEITA SI GUADAGNA IL PALLONE DELLA PARTITA

Altra tripletta in Serie A TIM nella quattordicesima giornata di ritorno dopo quella di Icardi di ieri sera. La firma Keita, che va a segno tre volte nel 6-2 con cui la Lazio supera in casa il Palermo. L'attaccante laziale realizza le tre reti nel giro di 6 minuti: al 21' con un'azione personale, al 24' su rigore, al 26' con un pallonetto sull'uscita del portiere dopo splendido assist di tacco di Immobile.
Diventano cosi' 12 i calciatori della Serie A TIM ad essersi guadagnati il Nike Ordem 4, assegnato a fine gara a chi realizza piu' di 2 gol: il trio Belotti, Icardi e Mertens con due palloni a testa, poi Bacca, Kalinic, Salah, Falcinelli, Hamsik, Parolo, Banega, Gomez e, appunto, Keita.

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