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SPALLETTI: "IL FUTURO E' ADESSO, GIOCHIAMOCELO"

SPALLETTI: "IL FUTURO E' ADESSO, GIOCHIAMOCELO"

“Giochiamoci il futuro”: così Luciano Spalletti si approccia alla sfida interna contro l’Atalanta che domani pomeriggio all’Olimpico significherà per lui la panchina numero 400 in Serie A TIM.

“Sono i risultati della Roma di adesso a determinare il futuro della squadra. Dobbiamo inventarcelo” ha detto il tecnico giallorosso in una intervista rilasciata per il Match Program ufficiale. “Rimarremo attaccati lì, partita dopo partita. La classifica finale di questo campionato è la cosa più importante per il domani”.

Di seguito una sintesi della sua intervista:

400 panchine in campionato. Che significa?

“È un numero che dà una sensazione di benessere. Sono cresciuto, sono migliorato. Se ci mettiamo i quattro anni all’estero allo Zenit potrebbero essere anche di più. Sono state partite molto belle, vissute intensamente, che mi hanno dato tutte qualcosa. Il lavoro me lo porto a casa, per me è impossibile staccare e non pensare a quanto fatto con i miei calciatori. È il modo migliore per affrontare il prossimo confronto e preparare i ragazzi al meglio. Mi fa piacere che queste 400 panchine in A siano state consumate spesso con le stesse squadre”.

Si sente di ringraziare qualcuno per questo traguardo?

“Sicuramente sì. Avere una squadra tra le mani significa disporre di un enorme valore economico. Aver avuto la fiducia di tante persone è stato motivo di grande orgoglio per me. Ho sempre messo tutto me stesso nelle varie tappe. Il primo fu Fabrizio Corsi all’Empoli, poi Franco Sensi mi diede la Roma dopo l’esperienza all’Udinese dove raggiunsi la Champions League. Ringrazio pure i collaboratori avuti e gli avversari affrontati dai quali ho imparato tante cose”.

L’esordio in Serie A: 31 agosto 1997, Firenze, Empoli-Roma. Il presente contro il suo futuro anteriore. Un segno del destino…

“La ricordo benissimo quella giornata e quella partita. Affrontavamo la Roma di Zeman. Il boemo è stato un allenatore che tutti noi del mestiere abbiamo guardato con ammirazione, dato che ha sempre proposto un calcio offensivo. E io ritengo il calcio offensivo il modo migliore per vincere le partite”.
Se ne ricorda anche altre di queste 400 in Serie A?

“Ce ne sono diverse, e non solo in Serie A. Ho fatto la Serie B, la Serie C. Ricordo con l’Empoli la partita con il Monza per la promozione in B. Mi piace menzionare pure Udinese-Milan che ci permise di andare in Champions per la prima volta. Sicuramente il derby del 2006 delle 11 vittorie consecutive con la Roma. La finale in Coppa Italia contro l’Inter vinta 6-2 nel 2007. Le gare di Champions League che rispolvero volentieri. E chissà se potrò viverne altre”.

Domani, invece, affronterà Gasperini e la sua Atalanta dei giovani rampanti.

“Gasperini mi è sempre sembrato un ottimo professionista. Ha padronanza nel dialogo con i giocatori, ha conoscenza del calcio. Ha mantenuto il suo credo adattandolo al calcio moderno, arrivando a risultati importanti. Così come i già citati Ventura e Guidolin. Sta facendo un grande campionato con l’Atalanta e ha lanciato prospetti importanti pure per la nostra nazionale”.

400 panchine oggi. E in futuro che succederà?

“Il futuro è quello che andiamo a giocarci adesso. È chiaro che quando parliamo di futuro diventa stimolante, è lì che passeremo il maggior tempo della nostra vita. Adesso sono i risultati della Roma a determinare il futuro della squadra. Dobbiamo inventarcelo. Rimarremo attaccati lì, partita dopo partita. La classifica finale di questo campionato è la cosa più importante per il domani. Giochiamoci il futuro”.