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Primavera, Roma - Atalanta 0-3

RETI: 13' e 37' pt, 1' s.t. Barrow

ROMA: Crisanto, De Santis, Pellegrini, Ciavattini (1' s.t. Grossi), Marchizza, Bordin, Frattesi, Valeau (21' s.t. Cappa), Tumminello, Antonucci (40' s.t. Meadows), Anocic.
A disposizione: Romagnoli, Ciofi, Kastrati, Nani, Marcucci, Franchi, Visconti, Greco.
Allenatore: Alberto De Rossi.

ATALANTA: Taliento, Zambataro, Migliorelli, Bolis, Marchetti, Gatti, Latte (21' p.t. Badjie), Melegoni (40' s.t. Del Prato), Barrow, Capone, Mallamo (21' s.t. Elia).
A disposizione: Vidovšek, Alari, Forte, Eleuteri, Zortea, Zanoni, Ogliari.
Allenatore: Valter Bonacina.

ARBITRO: D'Ascanio di Ancona (assistenti Di Monte e Basile).
Con una prestazione superlativa la Primavera di mister Valter Bonacina vince 3-0 sul campo della Roma e si qualifica direttamente alla Fase Finale del Campionato Primavera TIM – Trofeo Giacinto Facchetti.

Allo stadio Tre Fontane di Roma decide una tripletta di Barrow che già nel primo tempo sfrutta un assist di Capone e uno di Badjie per indirizzare la gara, per poi chiuderla a inizio ripresa. Prova di forza dei ragazzi di Bonacina che creano molto e sfiorano anche il poker con Capone fermato dalla traversa. Grazie a questo successo non solo la Primavera nerazzurra si qualifica ai quarti di finale della Fase Finale a 8 senza dover passare dai playoff, ma raggiunge in testa alla classifica l'Inter a 60 punti, ed è prima in virtù della miglior differenza reti negli scontri diretti.

 

Primavera Atalanta: alla scoperta di... Alessandro Eleuteri

Primavera Atalanta: alla scoperta di... Alessandro Eleuteri
L'esterno ad Ascoli è stato il più giovane esordiente nella storia del club

Nella diciottesima puntata del nostro viaggio nel mondo della Primavera, andiamo alla scoperta di Alessandro Eleuteri, esterno marchigiano classe '98, arrivato a gennaio dopo aver giocato la prima parte di stagione nell'Ascoli. Ai bianconeri è legato da un primato, ma ora è nerazzurro il suo presente e anche il suo futuro.
Alessandro Eleuteri

Alessandro, come è nata la tua passione per il calcio?

“Una questione di famiglia. Ho tante foto di quando avevo un anno col pallone e le magliette di calcio che mi faceva mettere mio papà Michelangelo. Lui ha anche giocato, fino alla Primavera dell'Ascoli poi ha dovuto scegliere tra calcio e lavoro: ora è dirigente territoriale di banca. Per me è un esempio, mi tiene sempre coi piedi per terra e mi appoggia. E quando sono venuto all'Atalanta è quasi impazzito dalla gioia perché qui ha visto tanti giovani diventare calciatori. Ed è quello che spero di fare anche io”.

Dalle Marche a Bergamo, ne hai fatta di strada.

“Ho cominciato a giocare sul campetto di fronte a casa mia. Idolo Del Piero: ho praticamente tutte le sue maglie. Poi a 8 anni ho cominciato a giocare nell'Atletico Piceno, una squadra di Castel di Lama, e a 11 sono passato all'Ascoli”.

E lì hai cominciato tutta la trafila fino alla prima squadra in cui sei arrivato giovanissimo, entrando anche nella storia del club.

“Un bel percorso. Nei Giovanissimi Nazionali siamo arrivati secondi in campionato dietro la Roma, poi l'anno ho fatto gli Allievi Lega Pro e da febbraio sono stato aggregato alla prima squadra”.
Eleuteri nel match contro il Cagliari

E sei diventato il più giovane esordiente della storia del club.

“A 15 anni e 9 mesi a Prato, mister Destro, il papà dell'attaccante del Bologna. Ma io quasi non me ne rendevo conto. Per me il calcio era ancora solo un divertimento. Poi ho capito l'importanza di quello che era successo: il più giovane debuttante nella storia del club. Il magazziniere, che è anche un grande tifoso dell'Ascoli, mentre mi scaldavo prima di entrare me lo aveva detto: sarebbe stato un momento unico. Sono entrato negli ultimi minuti”.

E come andò?

“Alla prima palla toccata un avversario mi scaraventò a terra e poi mi disse: sei piccolo, non fiatare. Lì ho capito che il calcio cominciava a essere una cosa seria, dove non si scherzava. Il ricordo più bello però è legato alla mia seconda presenza: a Gubbio, all'ultima giornata. Erano venuti tanti nostri tifosi, pioveva a dirotto, alla fine andammo sotto la curva a lanciare la maglietta e la mia casualmente è finita a un mio amico di infanzia”.

Poi la Juventus.

“Ero in ritiro con l'Ascoli, ci stavamo preparando per giocare un'amichevole. Arriva l'allenatore e mi dice di smettere di scaldarmi e che poi mi avrebbe spiegato. Qualche voce girava già, ma il trasferimento si è concretizzato solo all'ultimo giorno di mercato: alle 23 mi chiamano per dirmi che il giorno dopo mi aspettavano a Torino. Ero emozionato, mi sono ritrovato ad allenarmi accanto a giocatori che prima vedevo solo in tv. Ci sono rimasto due anni per poi tornare all'Ascoli all'inizio di questa stagione. E a gennaio l'Atalanta”.
L'esordio di Eleuteri nel match contro il Genoa

Un altro passaggio importante della tua carriera.

“Non ci ho pensato neanche un secondo e ho subito detto di sì. Mi ricordo che il primo giorno al Centro Bortolotti sono rimasto a bocca aperta. E poi anche l'aria che si respira qui: mi sono sentito subito come a casa, grazie anche ai compagni che mi hanno accolto benissimo”.

L'esordio in campionato con il Genoa, poi diverse presenze alla Viareggio Cup.

“Lì ho avuto più opportunità di giocare. Peccato essere usciti, mi sarebbe piaciuto bissare il successo ottenuto con la Juve”.

Ti sei fatto subito notare come esterno destro di spinta. Ma hai sempre giocato in questo ruolo?

“Fin da piccolo mi piaceva stare in fascia: ho sempre preferito fare assist che i gol, tanto che mio papà quando tornavo a casa non mi chiedeva se avessi segnato, ma se avessi fatto segnare qualche compagno. Ma ho fatto anche il centrocampista e l'esterno alto. Poi alla Juve mi hanno impostato come terzino, ma il mio ruolo ideale resta quello di esterno a cinque. Mi è sempre piaciuto Maicon, ora guardo Conti: non so come faccia a fare tutto con quella semplicità. E nelle partitelle ho spesso giocato con Raimondi, un altro esempio da seguire”.
Eleuteri in azione

Gamba, corsa, velocità sono tra le tue qualità tanto che da piccolo te la cavavi anche con l'atletica.

“Ho fatto anche tennis per due anni e non ero neanche male. Ma è in atletica che ho ottenuto i risultati migliori. Partecipavo alle corse campestri e alle gare sui mille metri e vincevo quasi sempre. Avevo vinto anche i campionati regionali di corsa campestre staccando il secondo di una trentina di secondi ed ero andato a fare le finali nazionali alla Farnesina a Roma dove ero arrivato quinto. Ma nella mia testa c'era sempre prima il calcio. Dopo le finali alla Farnesina sono tornato a casa e sono andato ad allenarmi lo stesso. Ero instancabile e da lì ho sviluppato una buona resistenza. E ora spero di realizzare il mio sogno, quello di ripercorrere la strada di tanti giovani cresciuti nell'Atalanta”.

Primavera Atalanta, Capone dopo la tripletta all'Inter: "E' la prima volta che faccio una tripletta ai nerazzurri"

Una partita che sicuramente si ricorderà a lungo. Christian Capone con una tripletta è stato il grande protagonista del successo sul campo dell'Inter. Una vittoria pesante per la classifica e la qualificazione diretta alla Fase Finale, tre gol importanti per il capocannoniere nerazzurro che così sale a quota 15 gol in campionato, 19 complessivi contando quelli segnati nella Viareggio Cup.
Capone col pallone del match

Comprensibilmente soddisfatto a fine partite Christian: "E' stata una grande partita da parte di tutti, non solo mia. Penso sia stata una delle partite più belle dell'anno. Sono tre punti importantissimi che ci permettono di salire in classifica, ma dobbiamo continuare così e provare a vincere tutte le ultime tre partite che ci restano".

Il numero dieci nerazzurro era già andato a segno nella partita d'andata contro l'Inter, ma mai aveva realizzato una tripletta ai milanesi: "E' la prima volta che faccio una tripletta all'Inter, quindi sono contento perché non capita tutti i giorni. Sono riuscito ad avere il pallone della partita e sarà un bellissimo ricordo: l'ho fatto firmare a tutti i compagni di squadra e lo metterò in camera".

Tre gol, tre emozioni diverse. Ma l'ultimo, nei minuti finali, quello che ha chiuso la partita, ha sicuramente un sapore particolare: "Il terzo è stato il più bello a livello di emozioni, con tutta la squadra che è venuta ad abbracciarmi. Anche se poi sono crollato a terra per i crampi. Però è stata una grande gioia".

Primavera, Inter - Atalanta 1-3

RETI: 8' e 28' p.t. Capone (A), 23' s.t. Mutton (I), 40' s.t. Capone (A).

INTER: Di Gregorio, Mattioli (39' s.t. Souare(, Cagnano, Carraro, Vanheusden, Lombardoni, Rover, Emmers (32' p.t. Butic), Pinamonti, Danso (17' s.t. Mutton), Bakayoko.
A disposizione: Dekic, Zappa, Gravillon, Nolan, Sala, Awua, Putzolu, Bollini Frigerio.
Allenatore: Stefano Vecchi.

ATALANTA: Taliento, Zambataro, Migliorelli, Bolis, Marchettii, Gatti, Latte (13' s.t. Barrow), Melegoni (27' p.t. Badjie), Mazzocchi, Capone, Mallamo (30' s.t. Del Prato).
A disposizione: Vidovšek, Forte, Eleuteri, Ogliari, Zanoni, Pagliari, Elia.
Allenatore: Valter Bonacina.

ARBITRO: Ranaldi di Tivoli (assistenti Cavallina e Pappalardo).

NOTE: ammoniti Vanheusden (I), Lombardoni (I), Cagnano (I), Zambataro (A), Bolis (A).

Con una prestazione straordinaria e trascinata da un Capone ispiratissimo, la Primavera di mister Valter Bonacina ottiene una vittoria importantissima sul campo dell'Inter. Nella ventitreesima giornata del Girone C del Campionato Primavera TIM – Trofeo Giacinto Facchetti allo stadio Breda di Sesto San Giovanni, i ragazzi di Bonacina si impongono 3-1 al termine di una gara giocata con coraggio, intelligenza e maturità.
Dopo un brivido iniziale creato da Pinamonti che coglie il palo dopo cinque minuti, Capone apre la sua giornata da ricordare battendo con un diagonale mancino il portiere interista dopo sette minuti(nella foto in apertura di news l'esultanza del numero 10). Al quarto d'ora Taliento con una gran deviazione nega il gol del pareggio a Rover, quindi al 27' Bonacina perde Melegoni colpito duro alla testa e uscito con una ferita all'arcata sopracciliare destra. Passa un solo minuto e Capone dribbla un difensore e poi batte ancora Di Gregorio con un diagonale imparabile. Il numero 10 poi corre verso la panchina ad abbracciare Melegoni, ancora dolorante per il colpo ricevuto.
Forte del doppio vantaggio, la squadra di Bonacina gestisce la partita difendendosi con attenzione e sfiorando il terzo gol con una punizione di Bolis fuori di poco. Nella ripresa cresce la pressione interista che prova a riaprire la partita al 23' con un gran gol del neoentrato Mutton che si insacca sotto l'incrocio dopo aver colpito anche la traversa. A dieci dalla fine Barrow ha la palla buona per chiudere il match ma davanti al portiere conclude male. Ci pensa allora ancora Capone che al 40' si invola in solitaria verso la porta interista e insacca dopo una prima respinta del portiere. Finisce 3-1 con Capone che grazie a questa tripletta si porta a casa il pallone del match e sale a quota 15 gol in campionato (19 contando anche la Viareggio Cup).
Con questo risultato la Primavera a tre giornate dalla fine si porta a 54 punti, a due punti dal primo posto occupato dall'Inter.

Primavera, Atalanta - Virtus Entella 2-2

RETI: 42' p.t. Alluci (VE), 16' s.t. Barrow (A), 37' s.t. Semprini (VE), 44' s.t. Mazzocchi (A) su rigore.

ATALANTA: Taliento, Zambataro, Migliorelli (41' s.t. Colpani), Bolis (15' s.t. Badjie), Bastoni, Gatti, Latte (15' s.t. Barrow), Melegoni, Mazzocchi, Capone, Mallamo.
A disposizione: Vidovšek, Marchetti, Alari, Zortea, Eleuteri, Ogliari, Zanoni, Pagliari, Del Prato.
Allenatore: Valter Bonacina.

VIRTUS ENTELLA: Siaulys, Casagrande, Carullo, Di Paola (20' s.t. Semprini), Ferrante, Da Silva, Cleur, Castagna, Mota Carvalho, Alluci, Puntoriere (28' s.t. Ganea).
A disposizione: Gaccioli, Urso, Vaccarezza, Cusato, Ciceri, De Marco, B. Battaglia, Giunta, Mitta, Mattera.
Allenatore: Gian Paolo Castorina.

ARBITRO: Gariglio di Pinerolo (assistenti Jouness e D'alia).
NOTE: ammoniti Bolis (A), Ferrante (VE), Casagrade (VE), Cleur (VE), Da Silva (VE).

La Primavera di mister Valter Bonacina ricomincia il campionato con uno spettacolare pareggio a Zingonia contro la Virtus Entella nella ventiduesima giornata del Girone C. Un 2-2 che fotografa al meglio le emozioni che la partita ha regalato con entrambe le squadre che hanno provato a vincere.
I nerazzurri macinano gioco nel primo tempo e sfiorano il vantaggio con un colpo di testa di Latte fuori di poco, ma la Virtus Entella non sta a guardare e per due volte colpisce il palo, prima con Castagna e poi con Mota Carvalho. I liguri passano poco prima dell'intervallo con Alluci, liberato davanti a Taliento da un tiro deviato.
Non si fa attendere la reazione nerazzurra nella ripresa. Bonacina dopo un'ora di gioco inserisce forze fresche e proprio il neoentrato Barrow al primo pallone toccato riequilibra il match con un gran tiro. Poco dopo la mezzora Mallamo prima (tiro-cross respinto dal palo) e ancora Barrow (tiro deviato dal portiere e salvato sulla linea da Da Silva) sfiorano il raddoppio. Nonostante i tentativi di Capone e compagni, è però ancora la Virtus Entella a portarsi nuovamente in vantaggio al 37' con Semprini che corregge in rete da due passi una palla inattiva.
Bravi però i nerazzurri a non subire il contraccolpo e a trovare il pareggio proprio allo scadere: Mazzocchi viene atterrato in area e trasforma con grande freddezza il rigore che si era conquistato (foto in apertura di news). Ma non è ancora finita. Nel recupero ancora Mazzocchi sfiora il 3-2 e all'ultimo secondo Mota Carvalho di testa colpisce la traversa.

 

Primavera Atalanta, alla scoperta di... Enrico Zanoni

Primavera Atalanta, alla scoperta di... Enrico Zanoni


Nella quattordicesima puntata del nostro viaggio nel mondo della Primavera, andiamo alla scoperta di Enrico Zanoni, esterno mancino classe 99 nato a Treviglio ma cresciuto ad Agnadello, quindi cremonese ma con Bergamo evidentemente nel destino. Di recente è stato tra i protagonisti dell'ottima Viareggio Cup disputata dalla Primavera nerazzurra.

Enrico, il torneo è stata un'occasione importante per te: titolare in quattro delle cinque partite disputate.

“Ho avuto l'opportunità di giocare ed è stata una bellissima esperienza, unica. La Viareggio Cup è sempre una vetrina importante. Peccato solo uscire così, ai quarti col Torino, ma il torneo ci ha confermato quello che già sapevamo: se giochiamo da Atalanta possiamo competere con chiunque. Ora dobbiamo lasciarci alle spalle l'amarezza per l'eliminazione e trasformarla sul campo in qualcosa di positivo nelle prossime partite di campionato”.
L'esordio in Primavera di Zanoni contro il Novara

Per te questa, essendo un 99, è comunque una stagione in preparazione alla prossima.

“Infatti anche se quest'anno prima del Viareggio non ho trovato molto spazio, cerco di assorbire il più possibile ogni insegnamento e sfruttare le occasioni al meglio per poi cercare di trovare più continuità nella prossima stagione”.

Non molte presenze in campionato, ma una sicuramente da ricordare: l'esordio con il Novara ad ottobre.

“Sicuramente la prima partita in Primavera è sempre un momento importante. Sono entrato nella ripresa e al primo pallone toccato ho persino rischiato di segnare: mi è arrivato un cross dalla destra ma ho calciato alto”.

Da Agnadello a Zingonia la strada non è molta, ma per arrivarci c'è voluto comunque del tempo.

“Del gruppo dei 99 sono stato tra gli ultimi ad arrivare all'Atalanta: a metà stagione nell'anno degli Allievi B”.

Zanoni in azione contro il Novara

Prima un percorso nei settori giovanili di provincia.

“Ho cominciato nella squadra del mio paese, ad Agnadello. Mio papà Pierlorenzo giocava in attacco, è arrivato fino alla Serie D nella Trevigliese e mi ha trasmesso la passione. Fin da bambino mi metteva magliette da calcio. Anche mio nonno è sempre stato appassionato, quindi il pallone a casa mia è sempre stato di famiglia. Ma per giocare in una squadra ho dovuto aspettare la terza elementare quando ad Agnadello hanno formato la squadra dei 99. Ci sono rimasto fino a 12 anni, poi sono passato alla Luisiana, la squadra di Pandino, comunque vicino a casa”.

E lì hai cominciato a bruciare le tappe.

“Giovanissimi, Allievi, Juniores sempre sotto età. Nella Juniores giocavo con i 95, ragazzi di quattro anni più grandi di me. Eppure le cose andavano bene: a metà stagione avevo già segnato 10 gol e la cosa non era passata inosservata. L'Atalanta già mi seguiva e decise di prendermi. Non è vero che il treno passa una sola volta: già negli Esordienti mi aveva cercato una squadra importante ma non mi sentivo ancora pronto. Ero piccolo e un po' timido. Così timido che quando si è fatta avanti l'Atalanta, i dirigenti del Luisiana non lo dissero a nessuno se non a me e alla mia famiglia, proprio per farmi decidere con tranquillità”.

Stavolta non hai avuto molti dubbi.

“Ero più maturo e deciso. Non ci pensai due volte. Questo per me è il terzo anno”.
Zanoni festeggia con alcuni compagni il titolo U17

Esterno sinistro, basso o alto.

“Ho imparato a giocare nei due ruoli nella Juniores del Luisiana quando mi avanzarono di posizione. Da piccolino facevo il centrocampista centrale, ma appena ho cominciato a giocare a 11 mi hanno spostato a terzino sinistro. Fino alla Juniores: giocavo esterno alto e non ho mai segnato tanto come in quell'anno. Una novità inaspettata per me. Mi ricordo il gol alla Rivoltana, un derby parecchio sentito dalle mie parti: in anticipo, al volo e col destro, non proprio il mio piede preferito. Poi all'Atalanta sono tornato a fare prevalentemente l'esterno basso”.

L'anno scorso invece solo due gol (uno al Cagliari in campionato e uno alla Juve in semifinale al Torneo Città di Arco - Beppe Viola) ma la stagione è stata comunque da ricordare.

“Abbiamo vinto tutto quello che c'era da vincere, a parte un torneo a Volpiano. E' stata un'emozione indescrivibile, un anno che mi ricorderò per sempre. E' stato tutto bello, dalla finale vinta ad Arco di Trento allo Scudetto contro l'Inter. Ripenso al gol di Melegoni, la palla che entra e poi cominciamo a correre tutti all'impazzata senza più capire niente”.
Zanoni premiato dal presidente del SGS FIGC Tisci dopo la conquista del titolo U17

Dopo la vittoria ad Arco, come quest'anno, la Società aveva organizzato la sfilata con la coppa allo stadio prima di una partita della prima squadra.

“Un momento bellissimo: era la prima volta allo stadio di Bergamo e sono rimasto colpito dall'atmosfera incredibile che c'era, dal tifo, dalla passione della gente. Non nascondo che il sogno nel cassetto e poterci giocare un giorno con la maglia dell'Atalanta. Vedere che tanti giovani usciti dal vivaio ce l'hanno fatta, è un grande stimolo per tutti noi. Ho avuto la fortuna anche di fare qualche allenamento con la prima squadra e sono state esperienze fantastiche. Mi ricordo ancora la battuta che fece Migliaccio la prima volta: guarda me e un altro mio compagno e ci dice: “Ma cosa vi danno da mangiare a casa per essere così grandi”. Una cosa simpatica”.

Il tuo modello?

“Da piccolo stravedevo per Maicon: devastante per come sapeva fare le due fasi, specialmente quella offensiva. Adesso mi piace tantissimo Spinazzola, immenso per quanto corre. Ho sempre in mente l'azione sul gol di Caldara a Napoli... Straordinario”.

Viareggio Cup, Atalanta - Abuja 3-1

RETI: 2' p.t. autogol Salaudeen (Ab), 18' p.t. Mallamo (At), 42' p.t. Capone (At), 22' s.t. Thomas (Ab).

ATALANTA: Taliento, Migliorelli (1' s.t. Zortea), Marchetti (26' s.t. Forte), Mallamo (40' s.t. Bolis), Capone, Barrow, Eleuteri (1' s.t. Ogliari), Alari, Zanoni (26' s.t. Zambataro), Badjie (12' s.t. Pagliari), Elia (26' s.t. Latte).
A disposizione: Vidovšek, Gatti.
Allenatore: Valter Bonacina.

ABUJA: Ogar, Salaudeen, Elajonibu (46' s.t. Bashir), Rabiu, Abdulazeez, Iroanya, Anih (26' s.t. Jonathan), Haruna, Thomas, Ezembakwu (1' s.t. Ayonuga), Olonisakin (26' s.t. Akannoh).
A disposizione: Majayogbe, Ocheja, Etemarigo, Yunusa, Ighodaro, Adepoju, Yunus Sheriff.
Allenatore: Renzo Gobbo.

ARBITRO: Gualtieri di Asti (assistenti Rivetti e Castellaneta).

Con un'altra prova convincente, la Primavera di mister Valter Bonacina supera 3-1 a La Spezia anche i nigeriani dell'Abuja e conquista con una giornata d'anticipo la qualificazione agli ottavi di finale, bissando così il successo nella prima giornata contro l'Osasco.
Partita subito in discesa grazie all'autogol di Salaudeen dopo soli due minuti e virtualmente chiusa già a fine primo tempo grazie alle reti nella prima frazione di Mallamo (colpo di testa su cross di Zanoni) e di Capone (stupenda punizione sotto l'incrocio). Nella ripresa al 22' la rete di Thomas non mette comunque in discussione la vittoria.
I nerazzurri salgono così a quota 6 punti e sono già sicuri del primo posto nel girone: anche in caso di arrivo a pari punti con l'Osasco che oggi ha battuto 5-1 l'Ancona o l'Abuja (entrambe ora a 3 punti e opposte sabato), la squadra di Bonacina avrebbe il vantaggio degli scontri diretti.
Sabato alle 15 allo stadio Masoni di Fornacette l'ultimo incontro del girone contro l'Ancona già eliminato sarà comunque importante per qualificarsi come testa di serie nel Gruppo A (Gironi da 1 a 5) e affrontare negli ottavi una squadra non testa di serie cioè la quinta prima classificata e le tre migliori seconde del Gruppo B (Gironi da 6 a 10).

 

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Primavera, Ternana - Atalanta 0-1

RETE: 31' p.t. Bolis.

TERNANA: Vitali, Tinti, Maestrelli, D'Orsi, Gramaccioni, Roscioli, Argento, Marrocco (34' s.t. Pelosi), Vittori (40' s.t. Pirazzi), Sandu (13' s.t. Ziello, Piras.
A disposizione: Pezzanera, Sabatini, Pinsaglia, Testa, Tassone, Buono, Conti, Flavioni.
Allenatore: Sebastiano Siviglia.

ATALANTA: Taliento, Zambataro, Migliorelli, Melegoni, Alari, Gatti, Latte (22' s.t. Mallamo), Bolis (27' s.t. Colpani), Mazzocchi, Capone, Barrow (16' s.t. Elia).
A disposizione: Vidovšek, Marchetti, Forte, Eleuteri, Zortea, Ogliari, Zanoni, Pagliari, Badjie.
Allenatore: Valter Bonacina.

ARBITRO: Campione di Pescara (assistenti Rabiotti e Dell'università).

Grazie a una rete di Bolis nel primo tempo la Primavera di mister Valter Bonacina passa anche sul campo della Ternana e si avvicina alla vetta. Sul campo Orlando Strinati di Terni nella ventunesima giornata del Girone C del Campionato Primavera TIM – Trofeo Giacinto Facchetti conquista la sua settima vittoria consecutiva in campionato e conferma il buon momento.
Decisivo la quinta rete in campionato di Bolis al 31' del primo tempo: il centrocampista si conferma giocatore dai gol pesanti visto che in precedenza aveva già firmato i successi per 1-0 su Salernitana e Palermo e le sue reti sono sempre coincise con delle vittorie.
Con questi tre punti i nerazzurri raggiungono quota 50 punti in campionato, avvicinandosi alla capolista Inter che dopo il pareggio di Novara si è portata a 53 punti. Ora il campionato si ferma per lasciar spazio alla Viareggio Cup che da lunedì vedrà impegnati anche i nerazzurri di Bonacina.