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Trento,dopo 57 risultati utili consecutivi i gialloblu scoprono il gusto della sconfitt

Dopo 57 risultati utili consecutivi i gialloblu scoprono il gusto della sconfitta  
 
L’ultima volta era stato il 24 maggio del 2005. Da allora il Trento ha collezionato 52 vittorie e 5 pareggi con 174 gol fatti e 34 subiti, due promozioni consecutive e la possibilità di stabilire il record di punti in un campionato di Eccellenza ancora alla portata per la squadra di Manfioletti dopo i festeggiamenti per il passaggio in Serie D.
La sconfitta, con nessuna rete all’attivo dopo 59 partite di fila con almeno un gol nel tabellino, vede il Maia Alta terza forza del campionato sfruttare appieno le caratteristiche del piccolo rettangolo di gioco di Merano Lahn, e va quindi presa per la classica macchiolina sulla tovaglia imbandita di ogni bendidio.
E dire che la gara era cominciata con un lungo possesso di palla di marca aquilotta ed i padroni di casa ad attendere il momento giusto per colpire verso la porta difesa da Scali come prova a fare Hasa al 6’, trovando il portiere della capolista pronto alla deviazione in corner.
La risposta del Trento è nel lancio dalle retrovie in direzione di Appiah la cui conclusione termina di poco oltre la traversa.
Ancora un’occasione per parte prima del quarto d’ora con Ioris che sfiora la deviazione risolutiva al 10’ per il Maia Alta e Gherardi che risponde con un colpo di testa al 14’ su calcio d’angolo che finisce alto.
Il varco giusto lo pesca allora Hasa che al 16' intercetta la palla a centrocampo e serve Pamer in profondità: il numero 11 meranese va via in velocità alla retroguardia ospite e supera Scali con un rasoterra che si infila nell’angolino più lontano.
I gialloblu, feriti nell’orgoglio e memori delle reazioni che hanno caratterizzato più di una svolta in questo trionfale torneo, si riversano nella metà campo del Maia Alta e collezionano una serie di azioni a cominciare dal tiro di Boldini al 31’ parato da Pomarè.
L’estremo difensore altoatesino deve superarsi al 40’ sul colpo di testa di Cascone su corner di Lucena che sul successivo calcio d’angolo imbecca Brusco il cui tiro termina di poco oltre il palo.
Lo svantaggio della prima frazione motiva ancora di più la voglia di rivalsa di Casagrande e compagni e così, trascorsi appena tre minuti dalla ripresa del gioco, Di Fusco mette un pallone invitante a centro area sul quale Ioris si rifugia in angolo per anticipare di un soffio l’accorrente Brusco.
I padroni di casa allentano la morsa con un calcio di punizione di Andreas Klotzner al 51’ che Scali, ben assistito da Casagrande, devia in angolo prima che i cambi di Manfioletti per alzare il baricentro e quelli di Martin Klotzner per arginare l’onda gialloblu, si tramutino in un sostanziale equilibrio spezzato dalla gran parata del portiere trentino al 70’ sull’inzuccata di Lukas Höller.
L’occasione più nitida per gli aquilotti arriva a poco più di dieci minuti dal termine grazie al cross di Casagrande per l’accorrente Di Fusco che di testa colpisce un palo clamoroso che innervosisce il Trento e permette ai meranesi di respirare quel tanto che basta per produrre lo sforzo finale.
All’85’ è Dennis Malleier a sfiorare il raddoppio con una deviazione di testa che termina di poco a lato, mentre quattro minuti più tardi Zingale non sbaglia l’inzuccata su calcio di punizione di Ciaghi e porta i compagni sul 2-0 che diventa 3-0 nel recupero quando Dennis Malleier in contropiede trova Hasa libero di prendersi la soddisfazione personale.
 
Il tabellino di Maia Alta 3 – Trento 0
Reti: 16’ Pamer, 88’ Zingale, 90’ Hasa
Maia Alta (4-4-2): Pomarè; Salaris, A. Klotzner, L. Höller, Ioris; D. Malleier (92’ Stricker), Hasa (91’ M. Höller), Ciaghi, Pamer (82’ Zingale); A. Malleier, Schvartz. All. M. Klotzner
A disposizione: Pircher, Flarer, Kröss, Raffl.
Trento (4-3-3): Scali; Rizzon (67’ Gattamelata), Cascone (80’ Bertivoglio), Casagrande, Di Fusco; Menegot (76’ Ferraglia), Lucena, Boldini; Appiah, Gherardi, Brusco. All. Manfioletti
A disposizione: Conci M., Acka, Conci D., Dallavalle.
Arbitro: Patrick Tonini di Bolzano (assistenti Mattia Pescador di Bolzano e Igor Angelkovski di Merano)
Ammoniti: Schvartz (MA), Lucena (T), Boldini (T)

LA STORIA TORNA AL SUO POSTO: TRENTO IN SERIE D

Il 4-2 di Maso Ronco dà il via libera ai festeggiamenti per l’attesissima promozione

Il momento è arrivato: l’aquila gialloblu torna a volare nelle competizioni nazionali al termine di un triennio di purgatorio che solo l’arrivo dell’attuale dirigenza ha evitato che fosse inferno. Quello in cui la quasi centenaria società di Via Sanseverino stava sprofondando a causa delle scellerate gestioni precedenti che avevano fatto toccare il punto più basso di una storia iniziata nel 1921.

Il recupero della 22^ giornata con la terzultima della classe si è confermato l’ultimo tassello mancante per la matematica certezza del passaggio di categoria. Serviva un punto, è arrivata una vittoria come tante in questo campionato: tante reti, tantissimo entusiasmo e la garanzia di un gruppo che ha confermato tutta la stima di cui gode da inizio stagione.

La cronaca della gara racconta della classica fase iniziale di studio spezzata dal primo vantaggio aquilotto al 15’: Gherardi è lesto a ribattere alle spalle di Iardino una corta respinta della difesa biancorossa sugli sviluppi di un cross di Appiah dalla destra.

L’Appiano, reduce da una striscia positiva che aveva riacceso la speranza di una clamorosa rimonta verso la quartultima piazza, mette una grinta che non si era vista né all’andata, né in occasione della finale di Coppa Italia vinta dal Trento, e al 22’ si fa vedere dalle parti di Demetz con un tiro di Breglia che si spegne a lato.

Tre minuti dopo Cascone prova a bissare il centro di domenica in Valle Aurina, ma la sua deviazione verso la porta di Iardino su spiovente di Boldini è di spalla ed il portiere biancorosso si ritrova la sfera tra le mani.

Sull’altro fronte il calcio d’angolo battuto dalla destra trova ancora pronto al tiro Breglia che aggiusta la mira e stampa un destro dai 20 metri sulla parte bassa della traversa con palla che termina oltre la linea di porta, rimettendo la gara sui binari della parità.

Una conclusione dal limite per parte, Boldini per il Trento al 39’ e Osti su punizione al 41’, trova i due estremi difensori pronti alla presa. Iardino, però, deve superarsi a due minuti dal riposo su Appiah che con uno slalom sulla linea di fondo alla sinistra della porta biancorossa entra in area di rigore e scaglia un gran sinistro sul primo palo che il portiere biancorosso respinge di piede in angolo.

Sugli sviluppi del corner è Casagrande a concludere con un destro debole da buona posizione che trova ancora pronto il portiere dell’Appiano.

Il Trento affronta la ripresa di gran lena e già dopo 30” Di Fusco trova la testa di Gherardi dal fondo per il colpo di testa della punta gialloblù che mette la palla a lato.

Lo stesso Di Fusco al 52’ calcia una punizione a rientrare dal vertice destro dell’area di rigore sulla quale Iardino respinge di pugno prima di inchinarsi per la seconda volta al 58’.

È Casagrande a scegliere proprio questa gara per mettere a segno la sua prima rete stagionale, anticipando sul primo palo tutti e deviando in rete il calcio d’angolo battuto da Lucena con un perentorio colpo di testa.

Il forcing gialloblu non si ferma: al 63’ Gattamelata serve di testa Gherardi il cui tiro debole finisce tra le braccia di Iardino.

Proprio lo scatenato Gherardi si rifà al 71’: il bomber aquilotto ruba palla a Clementi sulla destra e si invola verso la porta di Iardino: rasoterra sul secondo palo e doppietta per il capocannoniere dell’Eccellenza che, dopo l’occasione sprecata da Osti al 77’ per ridurre lo svantaggio, porta a tre le proprie marcature con un piattone mancino a porta vuota su assist di un generosissimo Gattamelata.

I minuti finali trascorrono in attesa della festa e la marcatura nel recupero del neoentrato Arber Lekiqi è solo un lenitivo per i pur generosi padroni di casa.

Al triplice fischio del direttore di gara parte la meritata esultanza con giocatori, staff tecnico e dirigenti ad abbracciarsi e salutare i sostenitori giunti dal capoluogo trentino. Il più entusiasta di tutti è, naturalmente, il presidente della capolista. «Siamo felicissimi ed orgogliosi di aver restituito al Trento la dimensione minima che meritano una città ed una Provincia di grande tradizione come le nostre – afferma un irrefrenabile Mauro Giacca mentre si gode le maglie celebrative indossate appena terminata la gara – sappiamo che questo è solo il primo passo per raggiungere gli obiettivi programmati insieme al Consiglio d’Amministrazione cui dedico questo importante traguardo. Sabato 15 aspettiamo i tifosi al Briamasco, quelli più giovani come quelli storici, per festeggiare anche e soprattutto con loro il salto di categoria – conclude il presidente gialloblù – con un gadget preparato per l’occasione, uno spettacolo a sorpresa ed un doveroso momento conviviale».

Il tabellino di Appiano 2 – Trento 4

RetiGherardi (T) 15’, Breglia (A) 29’, Casagrande (T) 58’, Gherardi (T) 71’ e 82’, A. Lekiqi (A) 93’

Appiano (4-4-1-1): Iardino; Nava, Parisi, Clementi (72’ Tschigg); Cirillo; Filippin, Breglia, Tibolla (65’ A. Lekiqi), Zelger; Maoual (68’ Sadiku); Osti. All. Nanni

A disposizione: Walcher, S. Lekiqi, Ruscelli, Amofah.
Trento (4-3-3): Demetz; Acka (87’ Rizzon), Cascone, Casagrande, Di Fusco; Appiah, Lucena, Boldini; Ferraglia (76’ Menegot), Gherardi, Gattamelata (84’ Bentivoglio). All. Manfioletti
A disposizione: Scali, Cavagna, Dallavalle, Ortolani.
Arbitro: Patrick Tonini di Bolzano (assistenti Michele Lex e Giuseppe Fantauzzo di Merano)

Ammonito: 90’ Parisi (A)  

Note: Spettatori 200 circa, recupero 0’ e 3’

Trentino Alto Adige: Il tabellino di Trento - Arco 3-1

Un Arco tonico e ben disposto insidia la capolista che provvede con Ferraglia e Bentivoglio
 
Le defezioni di Ferrarese e Brusco per infortunio, di Gherardi per squalifica e di Conci dopo appena 13’ per un risentimento muscolare, hanno illuso l’Arco di poter rallentare la striscia vincente della capolista, di poterle rinviare la matematica certezza del passaggio di categoria.
E dire che la squadra di Scremin ha più volte dato l’impressione di credere nel colpaccio, a cominciare dalla doppia occasione a cavallo del 5’: prima Bertagna approfitta di un corridoio centrale, ma spreca permettendo a Demetz di sventare il pericolo, e poi Cicuttini ruba palla a Cascone al limite, ma anche lui si fa ipnotizzare dal portiere gialloblù in uscita sicura.
Il Trento capisce che è il caso di mettere palla a terra e già all’8’ Gattamelata scalda il destro con un tiro alto sugli sviluppi di un angolo calciato da Lucena.
È il prologo del vantaggio che arriva al 17’ quando il solito Di Fusco serve Ferraglia a non più di dieci metri dalla porta ospite: il classe ’99 si sistema la palla in bello stile e di sinistro non lascia scampo a Bonomi.
Il fraseggio aquilotto potrebbe portare al raddoppio nel giro di qualche minuto, ma al 20’ i gialloblù sprecano l’opportunità col rasoterra angolato di Boldini respinto da Bonomi sui piedi di Appiah che calcia a botta sicura, trovando però Adami ad opporsi col corpo sulla linea dell’area piccola.
Il pericolo scampato riporta gli ospiti dalla parte di Demetz che al 24’ devia sulla traversa il destro di Bertagna al termine di una bella percussione di Pasini sulla destra.
La risposta della capolista arriva al 31’ con il destro a giro di Gattamelata che sfiora il palo più lontano prima che Cicuttini al 33’ tenti un’analoga conclusione di sinistro terminata debolmente a lato. Un minuto dopo la squadra di Scremin porta un altro pericolo verso la porta di Demetz col tiro di El Bouazzaoui respinto da Casagrande in scivolata.
Il finale di tempo è di marca gialloblù con Gattamelata al 44’ che di potenza prova a sorprendere Bonomi attento alla respinta e, soprattutto, con Ferraglia che proprio allo scadere della prima frazione raccoglie sul secondo palo l’assist dal fondo di Appiah e sigla la doppietta personale.
Il doppio svantaggio segna il morale degli ospiti che rischiano di subire la terza rete già al 6’ della ripresa con un’azione ficcante del Trento al termine della quale Boldini serve Bentivoglio che anticipa l’intervento dei difensori e di destro fa la barba al palo alla destra di Bonomi.
Ancora Bentivoglio al 9’ e all’11’ si fa trovare pronto alla conclusione: la prima in torsione sul cross mancino targato Di Fusco con palla che scivola oltre il secondo palo, e la seconda con l’estremo difensore arcense che si supera esattamente come al 16’ quando devia in angolo una conclusione da sottomisura.
Quando meno ce lo si aspetta arriva la rete della speranza per l’Arco con Cicuttini determinato nel contrasto e preciso nel mettere la sfera nel sette più lontano, aprendo così la gara ad una lunga serie di ribaltamenti di fronte.
Parte la squadra di Scremin che si ribalta in avanti e al 23’ potrebbe siglare il pareggio con Adami che raccoglie un assist dal fondo per un colpo di testa da buona posizione che finisce tra le braccia di Demetz.
Il Trento allenta la pressione col cross di Di Fusco per la testa di Ferraglia che svetta su Manente, ma la conclusione è centrale per la presa comoda di Bonomi.
Ancora ospiti in avanti al 28’: traversone di Manente dalla sinistra per il colpo di testa di Dal Fiume che spreca mirando oltre la traversa.
Sull’altro fronte è ancora Di Fusco a servire con un rasoterra dalla sinistra Bentivoglio che in scivolata anticipa i difensori, trovando nuovamente Bonomi sulla propria strada.
Al 37’ il tiro cross deviato di Lombardo dalla destra, con la palla che si impenna oltre il secondo palo, fa scorrere un brivido lungo la schiena di Demetz, due minuti prima del 3-1 con cui la capolista chiude la pratica. È Boldini a servire Bentivoglio in verticale con un pregevole passaggio di prima intenzione: l’attaccante raccoglie l’invito, supera proprio il marcatore, scavalca Bonomi in uscita con un pallonetto chirurgico e mette così il proprio, meritato sigillo sul successo del Trento che domenica prossima in Valle Aurina ha il match-point per il passaggio matematico in Serie D.
Negli spogliatoi il tecnico trentino Manfioletti definisce la gara «insidiosa per l’atteggiamento dell’Arco che ha sempre cercato di chiudere le vie di passaggio e infilarsi velocemente negli spazi che gli abbiamo lasciato. Paradossalmente le nostre reti sono arrivate nei loro momenti positivi, mentre il loro è arrivato nel momento in cui ci siamo espressi meglio. Domani – conclude l’allenatore gialloblù – avremo modo di analizzare questa gara nei dettagli e da martedì preparare la trasferta in Valle Aurina, che immagino già ostica, per ottenere il risultato che stiamo aspettando da luglio».
 
Il tabellino di Trento 3 – Arco 1
Reti: Ferraglia (T) 17’ p.t.e 44’ p.t., Cicuttini (A) 17’ s.t., Bentivoglio 39’ s.t.
 
Trento (4-3-3): Demetz; Acka, Cascone, Casagrande, Di Fusco; Appiah, Lucena, Boldini; Ferraglia (29’ s.t. Menegot), Gattamelata, Conci (13’ p.t. Bentivoglio, 42’ s.t. Rizzon). All. Manfioletti
A disposizione: Scali, Panizza, Dallavalle, Ortolani.
Arco (4-4-1-1): Bonomi; Dal Fiume, Armani (1’ s.t. Trainotti), Adami, Lombardo; Pasini, Bertagna, Miani (25’ s.t. Proch), Manente; El Bouazzaoui; Cicuttini. All. Scremin
A disposizione: Di Meo, Salvi, Vasile, Coali, Marinaro.
Arbitro: Simone Di Renzo di Bolzano (assistenti Franconieri e Stefani di Bolzano)
Ammoniti: Boldini (T) al 25’ p.t., Cicuttini (A) al 27’ p.t., Appiah (T) al 20’ s.t., Dal Fiume (A) al 35’ s.t.
Note: Campo in buone condizioni, spettatori 300 circa. 

Trentino Alto Adige: Il tabellino di San Martino – Trento 1-3

L’equilibrio della prima frazione spezzato da un ultimo quarto di gara di grande intensità
 
Ormai manca poco. Due, massimo tre partite, ed il Trento potrà stappare l’entusiasmo con la conferma numerica della certezza del passaggio in Serie D. A recitare il ruolo della vittima sacrificale di turno è il San Martino, privo di quattro squalificati, che affronta il Trento nel quale sono indisponibili i lungodegenti Ferrarese e Brusco, con Cascone, reduce da un fastidio muscolare, inizialmente in panchina.
La prima frazione vede i gialloblù mantenere l’iniziativa con un possesso palla fatto di lunghi fraseggi ed improvvise accelerazioni che già al 4’ vedono protagonista Gherardi la cui volée giunge a Conci che dal fondo prova a sorprendere Platter lesto a far sua in due tempi la palla calciata di punta dal numero 11 aquilotto.
Un minuto dopo è lo stesso Gherardi a tentare il colpo di testa, ma la conclusione risulta debole per effetto di una lieve spinta con cui Tscholl sbilancia la prima punta di Manfioletti.
Il San Martino si affaccia in avanti al 9’ con Haller che batte un calcio di punizione a rientrare dalla sinistra verso il palo più lontano: Demetz blocca con sicurezza. Risponde Acka sull’altro fronte, trovando il corridoio per Ferraglia che non ne approfitta e da buona posizione tenta un passaggio all’indietro intercettato dalla difesa passiriana.
La pressione del Trento dà i frutti attesi al 10’ quando Gherardi di destro raccoglie l’assist di Appiah e dal limite non lascia scampo a Platter. Ma il San Martino non ci sta e al 15’ perviene al pareggio con Patrick Oettl che si fa trovare libero sulla sinistra, supera Casagrande e di sinistro mette la palla alle spalle di Demetz.
Le due squadre sembrano approfittare dell’equilibrio rispristinato per allentare un po’ i ritmi elevati del primo quarto d’ora. Bisogna quindi aspettare la mezzora per rivedere un’azione pericolosa di cui è protagonista Boldini il cui palleggio elegante al limite dell’area locale si chiude con una debole girata di destro che diventa preda tranquilla dell’estremo difensore biancazzurro.
Dopo una conclusione dai 30 metri di Marco Baggio al 32’ terminata abbondantemente alta, al 35’ è Lucena a dare l’illusione del gol con una punizione a giro dai 25 metri che sfiora l’incrocio dei pali alla destra di un immobile Platter.
Gli ultimi dieci minuti della prima frazione sono di chiara marca ospite con Ferraglia che al 42’ spreca un lancio di Lucena, calciando però tra le braccia del portiere altoatesino, e con il gran sinistro da non più di dieci metri di Appiah nel recupero cui risponde Platter che smanaccia oltre il palo più lontano.
Anche l’inizio della seconda frazione è di marca aquilotta con Ferraglia che al 7’ si libera in palleggio all’altezza del dischetto e calcia di destro con la traiettoria che viene sporcata da Tscholl in scivolata, consentendo a Platter di deviare la palla in angolo con un tuffo alla propria destra.
La pressione ospite si fa via via più intensa e sugli sviluppi di un calcio d’angolo per il Trento, la difesa del San Martino sbroglia una pericolosa matassa nella propria area di rigore prima che Fischer al 21’ allenti un po’ la morsa, facendo partire un destro centrale da buona posizione che Demetz respinge a guantoni aperti.
Si tratta di un fuoco di paglia perché al 24’ il Trento perviene al raddoppio con Gattamelata che apre per Lucena sulla sinistra, il cross del metronomo aquilotto viene leggermente deviato per finire sul destro di Conci che in scivolata anticipa i difensori e batte Platter con l’aiuto del rimbalzo interno sul secondo palo.
Il tentativo di Marco Baggio al 33’ con un colpo di testa alto sulla traversa da angolo battuto da Saltuari, è un invito ai gialloblù a chiudere la pratica odierna. Rizzon al 38’ si fa carico della responsabilità, raccoglie l’invito di Lucena in verticale e sul filo del fuorigioco scatta dalla destra verso l’area di rigore avversaria, supera Tscholl in bello stile e di sinistro batte Platter sul primo palo.
Un altro colpo di testa di Marco Baggio nei secondi finali della gara, respinto da Bentivoglio sulla linea, potrebbe alleviare le ferite dei passiriani che si inchinano alla superiorità della squadra di un Manfioletti pronto ad evidenziare «la difficoltà della squadra in alcune zone del campo nel corso del primo tempo, quando al possesso palla non corrispondeva l’adeguata efficacia negli ultimi 20 metri. L’intensità mostrata nel secondo tempo e la scelta di puntare sulle catene laterali ha dato i suoi frutti ed ora – conclude il mister gialloblù – attendiamo con serenità gli ultimi punti che mancano al Trento per raggiungere l’obiettivo che tutti attendiamo».
 
Il tabellino di San Martino 1 – Trento 3
Reti: 10’ p.t. Gherardi (T), 15’ p.t. P. Oettl (SM), 24’ s.t. Conci (T), 38’ s.t. Rizzon (T)
San Martino (4-1-4-1): Platter; Pirhofer, Tscholl, Haller, L. Baggio (29’ s.t. Hofer); Hillebrand; J. Oettl (17’ s.t. Kuen), M. Baggio, P. Oettl, Lanthaler (12’ s.t. Fischer); Saltuari. All. Schuster
A disposizione: Gufler, Pruenster.
Trento (4-3-3): Demetz; Acka (1’ s.t. Gattamelata), Rizzon, Casagrande, Di Fusco; Appiah, Lucena, Boldini; Ferraglia (36’ s.t. Menegot), Gherardi, Conci (40’ s.t. Bentivoglio). All. Manfioletti
A disposizione: Scali, Cascone, Panizza, Dallavalle.
Arbitro: Davide Di Muro di Bolzano (assistenti Giuseppe Fantauzzo di Merano e Maria Spiridonova di Bolzano)
Ammoniti: 25’ p.t. Acka (T), 37’ p.t. J. Oettl (SM), 4’ s.t. Saltuari (SM), 5’ s.t. Rizzon (T), 
Note: Campo in buone condizioni, spettatori 250 circa.

IL TRENTO PRONTO RISCATTO, SUPERATO IL CALCIOCHIESE

Un Trento ancora carico di scorie per la gara di Coppa Italia nazionale disputata mercoledì a Chioggia, ha la meglio su un Calciochiese ben organizzato che capitola col medesimo 3-1 patito all’andata al termine di una gara che offre poco o nulla per i primi venti minuti abbondanti di gioco.
La noia si spezza al 23’: i padroni di casa trovano finalmente il varco giusto sulla destra ed il cross di Conci viene intercettato col braccio da Maurizio Donati. Calcio di rigore per i gialloblù e Gherardi porta in vantaggio la capolista con un tiro angolato che rimbalza su entrambi i pali prima di terminare in rete.
Al 28’ è ancora Gherardi a rendersi pericoloso con un colpo di testa su cross di Di Fusco dalla sinistra. La sfera si impenna a campanile prima di finire tra le braccia di Stagnoli.
Ancora Gherardi, ancora di testa su cross, questa volta di Acka dalla destra nel finale di primo tempo, con la palla che fa la barba al palo alla sinistra dell’estremo difensore chiesano.
La ripresa è certamente più dinamica con Franceschetti che spreca l’occasione ospita per pervenire al pareggio all’8’ e Boldini che prova il tiro del raddoppio aquilotto all’11’, trovando Stagnoli pronto alla presa. Raddoppio che arriva al quarto d’ora quando Appiah trova il corridoio per Conci colpito fallosamente da Ferretti per il secondo calcio di rigore della gara della cui battuta si incarica lo stesso numero 11 gialloblù che batte l’estremo difensore biancazzurro.
Al 23’ ci prova Appiah dal limite con un tiro alto oltre la traversa prima del gol con cui la capolista chiude, di fatto, la gara: è il 25’ quando Di Fusco crossa di destro per la testa di Gherardi che sigla la doppietta personale, riportandosi in vetta alla classifica dei cannonieri.
Appena un minuto dopo lo stesso autore dell’assist tenta di sorprendere Stagnoli dalla distanza, ma sulla controffensiva ospite condotta da Franceschetti proprio Di Fusco mette la palla nella propria rete per anticipare la conclusione avversaria.
Di fatto la contesa termina con un quarto d’ora abbondante d’anticipo se si eccettuano i tentativi di Bentivoglio per il Trento al 32’, palla di poco oltre la traversa da sottomisura, e la botta dalla distanza di Grassi per il Calciochiese al 44’ finita abbondantemente alta prima del triplice fischio dell’arbitro che mantiene Casagrande e compagni a distanza siderale dal pur vittorioso Bozner ed il Calciochiese con un margine di sicurezza dalla zona calda.
Per Manfioletti la gara di oggi era «l’occasione giusta per ribadire un atteggiamento che abbiamo stentato a trovare per un lungo tratto di gara per l'impegno di mercoledì in Coppa Italia. Una volta trovati i momenti giusti per affondare negli spazi ci siamo sciolti - conclude l’allenatore gialloblù – e abbiamo gestito la gara nonostante una certa pesantezza che avremo modo di smaltire ora che abbiamo una settimana intera per preparare la prossima gara col San Martino».
 
Il tabellino di Trento 3 – Calciochiese 1
Reti: Gherardi (T) 24’ p.t. su rig., Conci (T) 17’ s.t. su rig., Gherardi (T) 25’ s.t., aut. Di Fusco (T) 27’ s.t. 
 
Trento (4-3-3): Demetz; Acka, Cascone, Casagrande, Di Fusco; Menegot (9’ s.t. Ferraglia), Lucena (20’ s.t. Bentivoglio), Boldini; Conci, Gherardi, Gattamelata (9’ s.t. Appiah). All. Manfioletti
A disposizione: Scali, Rizzon, Panizza, Barison.
Calciochiese (5-3-1-1): Stagnoli; Fanoni (14’ s.t. Gigli), Ferretti, Zaninelli, Mau. Donati, Pizzini; Nicolussi, Risatti, Mat. Donati; Calcari (14’ s.t. Silvestri); Franceschetti (28’ s.t. Grassi). All. Pelizzari
A disposizione: Scalvini, Festa, Carè, Giofrè.
Arbitro: Ivan Milan di Bolzano (assistenti Fantauzzo e Angelkovski di Merano)
Note: Campo in buone condizioni, spettatori 350 circa. 
 

Naturno - Trento 0-3 tabellino

Il Naturno, con due soli punti all’attivo nelle ultime cinque gare, ospita la capolista col chiaro intento di vendicare lo 0-5 dell’andata e rallentare, quantomeno, la marcia trionfale della squadra di Manfioletti che parte in quarta e passa in vantaggio dopo appena due minuti grazie alla verticalizzazione con l'esterno del piede che Gattamelata indirizza per Conci: bravo il numero 11 aquilotto ad infilarsi tra i centrali del Naturno e a scagliare un destro preciso all’incrocio che supera Piazzo in uscita.
Un giro di lancette e la squadra di Cortese potrebbe pervenire al pareggio con il tiro da fuori area di Bacher che Demetz, tuffatosi alla propria destra, respinge sui piedi di Tappeiner che ribatte a colpo sicuro trovando la mano di Di Fusco a deviare oltre la traversa. Per l’arbitro è rigore con espulsione, ma l’assistente segnala la posizione di inziale off-side dello stesso Tappeiner e il direttore di gara torna sulle proprie decisioni.
Il Trento torna prontamente a farsi vedere dalle parti di Piazzo col corner battuto al 7’ da Lucena la cui traiettoria per Gherardi viene angolata troppo dall’ariete gialloblù. Risponde il mobilissimo Tappeiner al 9’ con un destro potente dalla destra che attraversa tutta l’area piccola senza che vi siano interventi a deviare la sfera.
Al 15’ c’è un batti e ribatti al limite dell’area del Trento risolto da Aiello che trova il varco giusto per il destro su cui Demetz si fa trovare pronto alla presa centrale.
Un minuto dopo il Trento avrebbe l’occasione per raddoppiare: Acka batte un fallo laterale per Gherardi che di petto serve Gattamelata il cui sinistro di prima intenzione sfiora il primo palo.
La gara attraversa una lunga fase di stanca al termine della quale è ancora Gattamelata a tentare la via della rete con un destro al volo su assit di Gherardi sul quale Piazzo respinge a pugni chiusi.
Il finale di prima frazione è tutto di marca altoatesina con una serie di conclusioni portate alla difesa aquilotta con Demetz che vede i tiri di Stark, Aiello e Tappeiner non centrare lo specchio della porta e l’ultimo tentativo di Lanpacher allo scadere deviato in angolo da Acka.
La ripresa comincia col Trento che preme sull’acceleratore e sfiora il raddoppio al 4’ quando Acka crossa dalla destra e Gherardi di testa stampa letteralmente la palla sul palo alla sinistra di Piazzo che capitola al 9’. Cross di Gattamelata sul secondo palo e sinistro preciso di Boldini che porta così il Trento sul 2-0.
L’espulsione di Appiah al 14’ per doppia ammonizione costringe Manfioletti a disporre la propria squadra col 4-4-1 con l'ingresso di Rizzon e potrebbe dare slancio ai locali il cui forcing si rivela però sterile, tant’è che solo al 35’ Demetz deve sporcarsi i guantoni per deviare in angolo il colpo di testa di Pirhofer.
Al 45’ il Naturno vorrebbe alleggerire il passivo col tiro di Aiello che finisce a lato prima che Bentivoglio allo scadere porti la capolista a realizzare il definitivo 3-0 che mantiene la squadra del presidente Giacca a +10 sul Bozner in attesa dello scontro diretto di domenica prossima al Briamasco che potrebbe consentire di superare il record di 50 risultati utili consecutivi a livello regionale conseguito dal Fiavè 26 stagioni or sono.
agli spogliatoi esce un più che soddisfatto Manfioletti che ha apprezzato soprattutto «la bravura nel capitalizzare le poche occasioni create per le condizioni del terreno di gioco e la pressione dei centrocampisti del Naturno. Il loro forcing nel finale del primo tempo avrebbe potuto crearci qualche grattacapo, abbiamo tenuto bene e messo subito la partita in discesa con la rete ad inizio ripresa».
 
 
Reti: 2’ Conci (T); Boldini (T) 9’ s.t., Bentivoglio (T) 49’ s.t.
Naturno (3-4-2-1): Piazzo; M. Peer, A. Pirhofer, Hofer (39’ s.t. Blaas); Gufler (24’ s.t. Schwienbacher), Aiello, Lanpacher, F. Peer; Stark (24’ s.t. Nischler), A. Tappeiner; Bacher. All. Cortese
A disposizione: Wellenzohn, E. Tappeiner, Wielander, S. Pirhofer.
Trento (4-3-3): Demetz; Acka, Appiah, Cascone, Di Fusco; Menegot (27’ s.t. Ferraglia), Lucena, Boldini; Conci (37’ s.t. Bentivoglio), Gherardi (17’ s.t. Rizzon), Gattamelata. All. Manfioletti
A disposizione: Scali, Casagrande, Bianchi, Brusco.
Arbitro: Luca Noè Marseglia di Milano (assistenti Luca Frediani di Bolzano e Daniele Testa di Merano)
Espulso: Appiah (T) 14’ s.t.
Ammoniti: 26’ p.t. M. Peer (N), 42’ p.t. Appiah (T), 7’ s.t. Gherardi (T), 28’ s.t. Lucena (T), Hofer (N) 39’ s.t.
Note: Campo in imperfette condizioni, spettatori 200 circa.

Il Trento supera i friulani della Gemonese nella prima giornata del triangolare valido per gli ottavi della fase nazionale di Coppa Italia riservata alle squadre di Eccellenza.

Lo fa al termine di una gara alquanto diversa da quelle cui la squadra di Manfioletti è abituata nel monologo in campionato.
Tanta sofferenza per un'ora di partita, anche per le tante assenze nell'undici iniziale, e 2-0 finale maturato nella ripresa dopo un primo tempo disputato fra tantissimo agonismo e pochissime occasioni: l'unica degna di nota vede Gattamelata protagonista all'8' con la pronta risposta del portiere friulano da sottomisura.
La ripresa vede gli ospiti affacciarsi dalle parti di Scali con alcune conclusioni dalla distanza fino allo spartiacque della gara. Corre il 60' quando viene espulso Lucena per un doppio giallo in pochi secondi che potrebbe esaltare i friulani ed invece scioglie le briglie e gialloblù che sfruttano i due cavalli di razza entrati da poco: bravo Boldini ad imbeccare Gattamelata dal fondo per il vantaggio al 23'; bravissimo Menegot a conquistare palla sulla trequarti al 41', superare i difensori ospiti al limite e battere l'estremo avversario in uscita con un rasoterra che libera la gioia del Trento.
Per effetto di questo risultato mercoledì prossimo la Gemonese ospiterà la Clodiense mentre l'8 marzo Casagrande e compagni saranno impegnati nella terza e decisiva gara in quel di Chioggia. Un impegno che Mister Manfioletti vuole affrontare «dando priorità sempre alla partita successiva: domenica affrontiamo il Naturno e intendiamo continuare con la giusta intensità il percorso in campionato. Alla gara con la Clodiense penseremo dopo la partita col Bozner esattamente come abbiamo fatto per la Gemonese dopo la vittoria di domenica col San Giorgio.
Di oggi – aggiunge il tecnico gialloblù – mi sono piaciuti la capacità di aspettare il momento giusto per colpire un avversario che ci ha reso la vita difficile facendo intensità in mezzo al campo e bloccando le nostre vie d’uscita sugli esterni. Chi ha giocato dall’inizio, tanto quanto chi è entrato a gara in corso, ha saputo interpretare con attenzione le diverse fasi di una gara che sapevamo sarebbe stata ostica».
 
Il tabellino di Trento 2 – Gemonese 0
 
Reti: Gattamelata 23’ s.t., Menegot 41’
Trento (4-3-3): Scali; Acka, Cascone, Casagrande, Bianchi; Appiah, Lucena, Gattamelata (44’ s.t. Rizzon); Ferraglia (13’ s.t. Menegot), Gherardi, Bentivoglio (20’ s.t. Boldini). All. Manfioletti
A disposizione: Demetz, Dallavalle, Righetti, Brusco.
Gemonese (4-4-1-1): Conchin; Marcon (41’ s.t. Cerutti), Bortolotti, Casarsa, Zuliani; Scubla (26’ s.t. Londero), Kalin, Ursella, Venturini (36’ s.t. Rigo); Mansutti; Del Riccio. All. Pittilino
A disposizione: Nicoloso, Polonia, Vacchiaro.
Arbitro: Samuele Andreano di Prato (assistenti Leoncioni di Lucca e Abatantuono di Firenze)
Ammoniti: Casagrande (T) 25’ p.t., Lucena (T) 15’ s.t., Gherardi (T) 18’ s.t., Gattamelata (T) 44’ s.t.
Espulso: Lucena (T) 15’ s.t.
Note: Campo in buone condizioni, spettatori 250 circa. 

Il Trento sfrutta al meglio i calci piazzati su un terreno di gioco pesante contro avversari motivati

Il Trento suda le classiche sette camicie per domare la caparbietà della Weinstrasse Süd capace di tenere la capolista in apprensione fino al triplice fischio finale.
Nell’undici inziale Manfioletti sceglie Scali tra i pali con conseguente avvicendamento nel parco under: è Bianchi ad occupare la casella nella posizione di laterale destro di difesa mentre in quella di sinistra torna Di Fusco dopo la squalifica. Ferrarese, reduce da tre giornate di riposo forzato per l’espulsione rimediata a Bressanone, si accomoda inizialmente in panchina, lasciando al tridente Brusco-Gherardi-Conci l’onore e l’onere di confermare quanto di buono fatto finora.
Partono bene i gialloblù che potrebbero passare in vantaggio già al 3’ quando Cascone stacca a centro area per colpire di testa la palla messa in mezzo da Lucena su calcio d’angolo. Barba al palo, si dice in gergo, con la difesa locale che patisce il fondamentale tattico visto che al 12’ Lucena scodella un altro corner al limite dell’area piccola: Brusco non perdona ed insacca di testa nell’angolo alla destra di Poli.
I rossoblù reagiscono al 20’ con Barbetti che approfitta di un lancio lungo sul quale Scali e Lucena non si intendono. Il numero 9 altoatesino tocca quel tanto che basta per anticipare il portiere aquilotto che ne frena la corsa all’altezza della trequarti con un fallo che viene sanzionato dal direttore di gara con il cartellino giallo vista la lentezza con cui la sfera, subito arpionata da Lucena, stava proseguendo la propria corsa.
Cinque minuti dopo è ancora Barbetti a sgusciare tra le maglie della difesa gialloblù, raccogliendo un'altra verticalizzazione ed impegnando Scali con un sinistro ad incrociare che l’estremo difensore aquilotto vola a deviare in angolo alla propria sinistra.
Risponde Casagrande alla mezzora con l’ennesimo stacco aereo su angolo di Lucena: la deviazione sul secondo palo trova il piede di Pedrotti a sventare il pericolo sulla linea con un rinvio che fa tirare un sospiro di sollievo all’immobile Poli.
Il finale della prima frazione vede l’ennesima percussione di Barbetti premiata dal gol con cui lo stesso attaccante sigla il pareggio liberandosi dalla marcatura, approfittando della spizzata di Zadra dal limite su calcio di punizione battuto da Poli direttamente dalla propria trequarti difensiva, e scagliando un sinistro sul palo più lontano che non lascia scampo a Scali.
Reagisce il Trento che nel recupero impegna Poli in tuffo col rasoterra di Lucena dai 20 metri e poi rimette il risultato sul crinale giusto al 10’ della ripresa: Cascone si fa trovare pronto sull’ennesima azione d’angolo per raccogliere il cross di Di Fusco dalla fascia mancina e battere Poli che riesce solo a sfiorare la sfera prima che questa si infili nell’angolo basso alla propria sinistra.
Il terzo gol potrebbe arrivare al 21’, ma Appiah, al termine del contropiede portato in tandem con Ferrarese entrato al posto di Conci, sfiora soltanto il cross del compagno permettendo a Brusco di tentare la conclusione sul secondo palo. La ribattuta termina sul destro dello stesso Appiah che in equilibrio precario tira debolmente tra le braccia di Poli.
Il terreno pesante e la girandola di cambi rallentano il ritmo. La cronaca torna così a riempirsi solo a 2’ dal termine quando Gattamelata, appena messo piede in campo per sostituire Gherardi, viene espulso su segnalazione dell’assistente per qualche parola un po’ colorita che lo stesso non aveva evidentemente gradito.
I gialloblù si coprono con ordine e tranquillità negli ultimi istanti, trovando anche il modo di andare vicini alla terza marcatura con Boldini abile a farsi trovare da Ferrarese in contropiede, ma sprecone nello sparare la sfera sull’estremo difensore rossoblù prima del fischio finale che lascia i locali nelle zone caldissime del campionato e mantiene gli aquilotti saldamente in testa a +8 sul Bozner.
A Manfioletti non piace sentir parlare di deconcentrazione, ma preferisce sottolineare «la capacità con la quale ci siamo adattati ad un terreno di gara che pregiudica le caratteristiche tecniche dei nostri giocatori e favorisce un gioco meno estetico che i nostri avversari hanno cercato di sfruttare al meglio. Abbiamo saputo sfruttare le loro indecisioni sui calci da fermo anche se spiace per l’espulsione comminata a Gattamelata – conclude il tecnico trentino – che teneva molto a scendere in campo: il suo linguaggio è stato interpretato male dall’assistente.»
 
Il tabellino di Weinstrasse Süd 1 – Trento 2 
Reti: Brusco (T) 12’ p.t., Barbetti (WS) 43’ p.t., Cascone (T) 10’ s.t.
Weinstrasse Süd (4-4-2): Poli; C. Palma, M. Palma, S. Sanoll, Pedrotti; Fabris (44’ s.t. C. Sanoll), Oberrauch, Zadra, Vedovelli (28’ s.t. Vasile); Marchi (37’ s.t. Hannachi), Barbetti. All. Ianeselli
A disposizione: Fischer, Pichler, Ölgartner, Dametto.
Trento (4-3-3): Scali; Bianchi (34’ s.t. Menegot), Cascone, Casagrande, Di Fusco; Appiah, Lucena, Boldini; Brusco, Gherardi (43’ Gattamelata), D. Conci (10’ s.t. Ferrarese). All. Manfioletti
A disposizione: M. Conci, Rizzon, Acka, Ferraglia.
Arbitro: Alessandro Ramanzini di Trento (assistenti Scido di Trento e Stefani di Arco-Riva)
Ammoniti: Scali (T) 20’ p.t., Barbetti (WS) 22’ p.t., Brusco (T) 38’ p.t., Casagrande (T) 19’ s.t., Menegot (T) 50’ s.t.
Espulso: Gattamelata (T) 43’ s.t.
Note: Campo in condizioni precarie, spettatori 150 circa.