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Fidelis Andria Berretti, la parola a Mister Valeriano Loseto

In evidenza Fidelis Andria Berretti, la parola a Mister Valeriano Loseto

Fidelis Andria Berretti, la parola a Mister Valeriano Loseto

 

Una stagione formidabile quella che sta disputando la formazione Berretti della Fidelis Andria. Il condottiero è Michele Loseto, da tutti conosciuto come Valeriano, ex calciatore e giovane allenatore emergente. Come un segno del destino, i primi mister di Valeriano sono stati Carlo Prayer (attuale allenatore dell’Under 15 della Fidelis) e suo papà, Pasquale, nel settore giovanile del Bari. Proprio con i galletti, il giovane Loseto ha esordito in serie B grazie a mister Materazzi, che lo ha gettato nella mischia da giovanissimo. Dopo l’esperienza barese, da calciatore, Valeriano Loseto ha calcato tanti campi di Lega Pro (all’epoca Serie C) e dilettanti, indossando le maglie di Trani, Olbia, Altamura, Ragusa, Monopoli, Bisceglie e Valenzano Japigia, con cui ha chiuso la propria carriera da calciatore e ha iniziato quella da allenatore. Il primo anno da tecnico, in Promozione con il Valenzano Japigia, è stato coronato da un primo trofeo, la Coppa Puglia. Poi quattro stagioni consecutive con il Corato, tra Promozione e Eccellenza, con cui ha vinto Campionato, Coppa Puglia e Supercoppa, portando i coratini in finale play-off di Eccellenza, poi persa a causa di due pareggi contro il Cerignola. L’ultima esperienza da allenatore in prima squadra l’ha vissuta a Gravina, in Promozione, con cui ha vinto Campionato, Coppa Puglia e Supercoppa. Nell’ultima stagione, invece, è stato allenatore nel settore giovanile del Bari, per poi approdare l’estate scorsa alla corte del Presidente Montemurro. In questa stagione è arrivato secondo in campionato con la Berretti della Fidelis Andria raggiungendo la Seconda Fase e, nella giornata di sabato, lui e i suoi ragazzi potrebbero ottenere il pass per la Fase Finale prevista in Toscana, a Prato. A poche ore dal match decisivo contro la Juve Stabia, dunque, abbiamo intervistato mister Loseto per conoscere, più da vicino, l’ingrediente segreto di questa Berretti.

– Mister partiamo dal principio: da dove nasce questa stagione ricca di soddisfazioni?

A livello personale, nasce a Febbraio dello scorso anno quando ho conseguito, a Coverciano, il patentino UEFA A per allenare nei professionisti, anche se ero impegnato in un campionato giovanile. Al termine della scorsa stagione, ho dovuto lasciare il Bari che, non mi vergogno a dirlo, mi aveva messo alla porta. Avevo già avuto, in passato, la fortuna di conoscere il Presidente Montemurro, una persona eccezionale. Quando ho lasciato Bari, ho chiesto al Direttore Sportivo Doronzo la possibilità di venire ad Andria. Il primo impatto avuto con il Responsabile del Settore Giovanile, Giuliano Antonicelli, è stato positivo e poi il resto è arrivato da sé.
A livello sportivo, invece, io e il mio staff ci siamo subito accorti che la nostra Berretti aveva tanta qualità. È stato un continuo crescendo, sia a livello tattico sia a livello caratteriale. I ragazzi sono stati bravi a seguirmi sin da subito, poi a gennaio ci siamo rinforzati ed eccoci qui a giocarci un posto nelle Fasi Finali.

– A conferma del buon lavoro fatto, siamo a conoscenza di un interesse nei Suoi confronti di alcune squadre per affidargli la panchina, conferma?

Si, confermo. In estate, in realtà, sono stato poco considerato mentre a gennaio ho avuto chiamate di alcune squadre importanti di Serie D ma non ho voluto abbandonare il progetto Fidelis continuando, così, ad esprimere il mio credo calcistico con i giovani.

– Aver dato la possibilità di frequentare la prima squadra a ragazzi come Imbriola, Bottalico, Paolillo e Caponero è motivo di vanto?

Certamente, per la società e per l’allenatore è motivo di orgoglio. Fortunatamente, Paolillo e Bottalico sono riusciti a esordire anche se, sinceramente, pensavo e speravo che ci fosse un po’ più spazio per loro in prima squadra, ma ciò non è avvenuto per tanti motivi. Il mio auspicio è che ciò possa accadere il prossimo anno.

– Come vi state preparando alla gara di sabato contro la Juve Stabia, considerando che avete a disposizione due risultati su tre?

Entrare in campo pensando di avere a disposizione due risultati su tre sarebbe controproducente, non dobbiamo fare questo errore. Anche il giocare al Degli Ulivi non deve essere un peso: dobbiamo fare la nostra partita e conquistare la Fase Finale perché lo meritiamo. I ragazzi ne sono consapevoli e si stanno preparando alla grande.

– Mister, ha una dedica particolare da fare?

Innanzitutto tengo a precisare che il mio percorso da allenatore giovanile è terminato, aldilà di come andrà a finire questa stagione. Mi sento, infatti, pronto per una panchina di una prima squadra importante, sarebbe l’occasione di una vita che penso di meritare. In ogni caso, vorrei ringraziare tutte le persone che hanno avuto fiducia in me, in primis il Presidente Paolo Montemurro e il Responsabile del Settore Giovanile Giuliano Antonicelli. Ci tengo a ringraziare anche tutta la mia famiglia che mi è stata sempre vicina, in particolare le mie figlie e mia moglie. Infine, un grazie va al mio collaboratore Vincenzo Rubino, che si è sempre messo a disposizione mia e della squadra.


fidelisandria.it